Verde all’abbandono I cittadini protestano per le giungle urbane

21 Settembre 2015

Incolto il parco fluviale della Cona fino all’area archeologica I residenti di Piano Solare puliscono da soli la rotonda

TERAMO. Un braccio di ferro di cui fanno le spese i cittadini. Ormai le proteste non si contano più: i giardini e lo stesso parco fluviale sono diventati inaccessibili in più punti.

Tutto nasce da una prova di muscoli sempre più tesa tra Comune e Teramo Ambiente su questioni iniziate con la riduzione delle commesse e la mobilità dei dipendenti, e finite con gli scioperi indetti dai sindacati. E un nervo scoperto è la commessa sul verde che il Comune ha ridotto sensibilmente alla Team stanziando poco meno di 100mila euro all’anno rispetto agli 800mila erogati in passato. E gli effetti si vedono a giudicare dal fiume di segnalazioni con tanto di foto che i cittadini indignati diffondono.

Le aree verdi dei quartieri teramani sono diventate una giungla: erbacce alte fino a coprire le panchine, giochi per bambini inaccessibili, corridoi pedonali impraticabili: ringraziano in compenso le bisce che con il caldo degli ultimi giorni e le sterpaglie così fitte passeggiano indisturbate. La situazione è pressochè identica ovunque: ai giardinetti vicino alla vecchia chiesa della Cona e al vicino parco archeologico, ai parchi giochi di Fonte Baiano, all’imbocco del parco fluviale inaugurato di recente collegato a via Barnabei, a Piano della Lenta. Ma anche le zone centrali non hanno la meglio. Disastrosa è la situazione dei giardini di piazza San Francesco a ridosso dell’autostazione, ma anche delle aiuole di via Carducci, o di alcune centralissime rotonde. In una delle foto scattate dal popolo di cittadini indignati viene ad esempio immortalata la rotonda di Piano Solare prima dell’intervento provvidenziale di un nutrito gruppo di residenti che domenica 13, armati di buona volontà, si sono dati da fare con tagliaerba e falci per risistemarla. Paradosso nel paradosso: ad aiutare i cittadini è intervenuta la Team che ha portato i bidoncini per raccogliere e gettare gli sfalci, pur non essendo più titolare del servizio.

Difatti la nuova commessa affidata alla Team, questa sì sfalciata quasi totalmente dal Comune tornato a gestire il servizio, prevede che la municipalizzata si occupi solo della manutenzione delle aree verdi monumentali. Un totale di 24mila metri quadrati ripartiti tra aiuole e giardini di piazza Martiri e piazza Orsini, i Tigli, largo Madonna delle Grazie, piazzetta del Sole, piazza Sant’Anna e zona Anfiteatro romano. Sono queste le uniche aree rimaste di competenza Team per una commessa ridotta a meno di 100mila euro l’anno che non ha suscitato solo l’indignazione dei cittadini intrappolati nelle boscaglie, ma anche degli operatori Team additati come inadempienti.

In totale quattro operatori del verde finiti in cassa integrazione. Nessuno sembra preoccuparsi per prevedere una loro ricollocazione, a differenza dell’impegno che il Comune ha profuso per i colleghi dei musei e della pulizia immobili. Eppure, hanno osservato di recente i vertici della Team, alcune ditte incaricate dal Comune per la manutenzione del verde sono al lavoro: «Con quale bando? E perché non sono stati presi i nostri operatori? Con quale pianificazione da qui a fine anno?» .

In questi giorni al lavoro ci sono quattro operai incaricati dal Comune per la manutenzione del verde. Qualche suggerimento sulla pianificazione arriva da queste immagini.

Marianna De Trioia

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