Verifica senza rimpasto FdI-An: «Restiamo fuori»

23 Gennaio 2016

Cauto il commento di Micheli, ma Sbraccia spara a zero: «È stata una buffonata» Restano in bilico “Teramo Soprattutto” e gli scontenti della maggioranza

TERAMO. Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale resta sulle sue posizioni. L'invito del sindaco Maurizio Brucchi a rientrare in maggioranza non smuove il gruppo consiliare che da settembre ha abbandonato lo schieramento. «Siamo come San Tommaso: finché non vedo non credo» è la citazione evangelica con cui il capogruppo Raimondo Micheli risponde alla sollecitazione contenuta nel documento con cui il primo cittadino ha chiuso la verifica politico-amministrativa.

Brucchi ha confermato in blocco i nove assessori in carica per un altro anno, fino al giro di boa di metà mandato quando farà un’ulteriore riflessione, ma questo non interessa al rappresentante di Fdi-An. «La giunta è una prerogativa del sindaco», precisa Micheli, «non abbiamo mai questionato su numero e nomi dei suoi componenti». Lo strappo si è aperto sui temi amministrativi e da questi dipenderà, dunque, la ricucitura dei rapporti. «Sono le cose che abbiamo detto nella consultazione», ricorda il capogruppo di Fdi-An, «non puntiamo a un posto in giunta, ma ad avere risposte su argomenti importanti finora inevasi». Micheli cita la gestione dei rifiuti e in particolare le strategie da mettere in campo dopo il naufragio del progetto cosiddetto “Vedelago” per la realizzazione di un impianto di trattamento e riciclaggio dell’indifferenziato. «Va bene che la Regione ha cambiato orientamento e l’intervento non può andare avanti», osserva il consigliere, «ma adesso cosa facciamo?». La stessa domanda riguarda la sorte dei dipendenti Team in cassa integrazione che a giugno rischiano di perdere il lavoro, il bando per la scelta del nuovo partner privato della società d’igiene urbana, il riassetto gestionale degli impianti sportivi e il varo del piano urbano del traffico. «Siamo disponibili al confronto, ma ci aspettiamo un vero cambio di passo e un progetto che sia condiviso con tutti e non solo con alcuni», conclude Micheli, «fino a quel momento restiamo fuori dalla maggioranza».

Ben più dirette e penanti sono le considerazioni di Domenico Sbraccia, l'altro consigliere di Fdi-An. «Se il sindaco vuole parlarmi deve prendere appuntamento», attacca, «non so cosa pretende da me, ho bisogno di aria pulita». Il consigliere, da sempre refrattario alle logiche di schieramento e alla disciplina di partito, non si fa scrupolo di definire Brucchi «un bugiardo» e di bollare come «una buffonata» la verifica appena conclusa. «Durante la cena con i consiglieri prima di Natale, alla quale partecipai per dovere di cortesia, annunciò grandi cambiamenti», precisa, «ma poi non ha fatto nulla. Meglio che il sindaco stia zitto, fa più bella figura». Difficile, se non impossibile, che rientri nei ranghi anche qualora Fdi-An dovesse riprendere la frequentazione della maggioranza.

In bilico restano anche i tre consiglieri di “Teramo soprattutto” ancora in attesa di una risposta al documento in cui sollecitano il varo di una giunta fondata su compenteza e qualità piuttosto che sul consenso elettorale. Da valutare c'è inoltre la posizione degli scontenti che giovedì hanno lasciato in anticipo la riunione di maggioranza sulle comunicazioni di Brucchi. L'anno appena iniziato, insomma, rischia di alimentare i dubbi più che consolidare le certezze della maggioranza.

Gennaro Della Monica

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