Verifiche nelle frazioni Pesante il conto dei danni

24 Novembre 2016

Spiano e Rapino sono in ginocchio, oggi ulteriori controlli in edifici alla Cona Sgomberate tre stanze dell’Archivio di Stato e abitazioni in via Getullio e via Po

TERAMO. Hanno aspettato per settimane l’arrivo dei controlli nelle loro abitazioni lesionate. Le famiglie di Spiano e Rapino, due delle frazioni più colpite dai terremoti di agosto e ottobre, sono state costrette a convivere con la paura e l’incertezza in cui le ha gettate il violento sciame sismico. Entrambi i paesi, già non molto popolati, rischiano la desertificazione, ma ieri sono arrivate le squadre della Protezione civile e del Comune per accertare i danni. Sono partite da lì le verifiche “Fast”, acronimo che richiama anche la parole inglese dal significato di “veloce”, destinate a dare risposte ai cittadini che non conoscono ancora il loro destino. I primi riscontri, da confermare con i dati che saranno ufficializzati oggi, parlano di danni molto rilevanti e di centri quasi del tutto resi inagibili. A raccontare angosce e speranze di chi, nonostante tutto non ha abbandonato quelle zone, è Lino Befacchia, ex candidato sindaco con alle spalle un mandato da consigliere comunale nelle file dell’opposizione, che ha Rapino ha un’abitazione di famiglia. «Nessuno qui vuole mollare», premette, «ma c’è bisogno dell’intervento pubblico, altrimenti sarà difficile se non impossibile risollevarsi».

L’ex consigliere, che è stato a lungo anche preside del liceo classico, sottolinea la particolare condizione dei due paesi. «Ci sono soprattutto anziani e seconde case di chi, negli anni, si è trasferito a Teramo», fa notare, «è impensabile che queste persone abbiamo la forza economica di sistemare gli immobili danneggiati». Per questo urgono finanziamenti pubblici che aiutino la ricostruzione. «Altrimenti davvero questi centri sono destinati all’abbandono definitivo», avverte Befacchia. I controlli proseguiranno anche oggi nelle due frazioni per completare il quadro della situazione. Poi le squadre si sposteranno verso il centro urbano, con verifiche “Fast” in via Cona dove saranno compilate anche le prime schede Aedes per gli edifici già controllati dai vigili del fuoco ma che non hanno ancora una quantificazione dei danni.

Le ordinanze di sgombero emesse ieri dal Comune sono state undici e hanno riguardato edifici in via Getullio, via Po, Piano della lenta e VIlla Rupo, Chiuso anche il “Multiplo”, locale per feste alla Cona. E’ stato inoltre dichiarato parzialmente inagibile l’Archivio di Stato in via Battisti. Il provvedimento riguarda due stanze al primo piano in cui sono state rilevate crere nelle volte. Il resto dell’immobile non presenta danni gravi, ma entrambi i locali lesionati e quello corrispondente al piano terra sono stati sgomberati.

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