Verna: svincolo Gammarana, due pasticci

14 Settembre 2015

L’esponente Pd accusa: espropri lievitati troppo e una rampa sospesa perché i soldi non bastano

TERAMO. «Con la delibera di giunta n. 339 del 7 agosto scorso è stata scritta un'altra pagina della travagliata storia dell'ormai famigerato svincolo della Gammarana del Lotto Zero». Comincia così una nota di Maurizio Verna, consigliere comunale del Pd, che evidenzia due problemi: l’enorme aumento della spesa per gli espropri e la sospensione della realizzazione della rampa di accesso all’A24 in direzione Roma.

«I lavori», ricorda Verna, «iniziati nell'ottobre di sei anni fa, furono subito bloccati dai legittimi ricorsi dei proprietari. Dopo varie sentenze, tutte contrarie alla stessa amministrazione, dopo varie riapprovazioni di progetti definitivi in consiglio comunale, dopo l'annuncio della ripresa dei lavori il venerdì prima del ballottaggio alle elezioni comunali dello scorso giugno, si arriva alla vera ripresa solo pochi mesi fa. Ma nel pasticcio fatto da questa amministrazione non potevano che rimanere sul campo non altro che problemi. Infatti», continua l’esponente Pd, «con la nuova delibera, approvata alla chetichella in giunta e non in consiglio comunale, sono state approvate importanti modifiche. Cosa dice la delibera n. 339? Dice che: “la spesa per gli espropri è passata da 180.000 a 1.080.000 euro”; “è stata sospesa la realizzazione della rampa di accesso in direzione Roma”».

Sul primo problema Verna scrive: «Per quanto riguarda la spesa per gli espropri la Corte dei conti già si sta occupando del caso, ma non convince la risposta data dall'amministrazione durante la mia interrogazione al question time di giovedì scorso, dove ha riferito che si è passati da un costo al metro quadrato di 24 euro ad uno di 48 euro. Quindi la spesa sarebbe dovuta passare da 180.000 a 360.000 euro e invece è arrivata a 1.080.000, pari a sei volte il valore iniziale».

E la sospensione della realizzazione della rampa? Verna: «La stessa viene giustificata dalle diatribe tra la Strada dei Parchi e l'Anas. Una giustificazione solo di facciata. Ritengo, invece, che l'esclusione della stessa rampa possa essere una esigenza della stessa amministrazione a cautela del pagamento delle riserve fatte dall'Ati, realizzatrice dei lavori. Infatti la stessa Ati ha prodotto, da informazioni raccolte, riserve economiche sui lavori per circa 1.800.000 euro a causa del lunghissimo fermo del cantiere, dovute alle inadempienze del Comune di Teramo. Tale cifra è ufficiosa visto che la stessa amministrazione non vuole renderla nota, contro ogni normale regola di trasparenza amministrativa. La stessa amministrazione è in fase di definizione delle riserve, che si spera siano il minimo possibile, ma che purtroppo non hanno copertura all'interno del quadro economico, essendo ormai tutti i soldi impegnati nel pagamento degli espropri. Quindi», conclude il consigliere Pd, «la rampa potrebbe essere realizzata solo se le riserve di circa 1.800.000 euro fossero pari a zero e questo è, purtroppo, impossibile, oppure se la stessa amministrazione decidesse di pagarle attraverso un debito fuori bilancio, che però non troverebbe nessun dirigente disposto ad avallare, perché ne risponderebbe in prima persona davanti alla Corte dei Conti».