Verso la Asl unica, Teramo non sarà accorpata all’Aquila

La Regione è orientata ad una sola azienda sanitaria in Abruzzo con quattro direttori territoriali Evitata la fusione col capoluogo di Regione, contro cui si esprime la Provincia: «Non serve a nulla»
TERAMO. Nessuna fusione fra la Asl di Teramo e quella dell’Aquila. E’ questo l’orientamento della Regione per il futuro assetto della sanità abruzzese. Una soluzione pacificatoria, viste le fibrillazioni, soprattutto a Teramo, di fronte all’eventualità di creare due sole Asl in Abruzzo: Chieti-Pescara e L’Aquila Teramo.
I vertici della Regione sono dunque decisamente orientati verso la Asl unica con quattro direttori territoriali. Si deciderà poi in quale veste: se con funzioni più che altro amministrative o con una autonomia sulle scelte di politica sanitaria. Eventualità, quest’ultima, auspicabile vista l’ampiezza del territorio regionale e le peculiarità di ciascuna provincia. La rivoluzione nell’assetto della sanità sarà contenuta nel piano sanitario regionale, che l’ente si appresta a varare appena l’Abruzzo uscirà dal commissariamento. Un’uscita data per imminente. Quindi, presumibilmente, la radicale ristrutturazione – che prevede anche il bando per l’appalto della costruzione dei cinque nuovi ospedali fra cui quello di Giulianova – avverrà dopo l’estate.
La Asl unica porterà, nelle intenzioni di coloro che ne stanno studiando l’assetto, un miglioramento dell’assistenza e di alcuni servizi che attualmente mostrano delle criticità, come le liste di attesa. La gestione in rete dovrebbe, in teoria, snellire le file per esami e visite, grazie anche al decollo del Cup regionale e a un suo più capillare utilizzo, sin dagli ambulatori dei medici di base. Ma la Asl unica, sempre nei progetti della Regione, dovrebbe portare anche a considerevoli risparmi, sia per una razionalizzazione dei servizi che per l’uso di una centrale unica degli acquisti. E, chissà, forse si riuscirà a quella «presa in carico del cittadino, dal punto di vista sanitario e sociale», tanto agognata ma mai raggiunta. Ma al di là delle enunciazioni di principio, la Asl unica – sembra decretata la fine delle quattro Asl regionali – pur se di difficile attuazione, metterebbe in parte al sicuro la sanità teramana. Da più parti l’accorpamento all’Aquila viene vissuto come un pericolo, un’annessione alla realtà politicamente più forte. Come l’ennesima sconfitta, dopo la perdita della sede del Parco Gran Sasso-Laga, delle sedi decisionali delle maggiori aziende di servizi, dall’Enel alla Telecom, fino ad arrivare, ultimo caso ancora in bilico, alla Camera di commercio.
Non a caso ieri il presidente della Provincia Renzo Di Sabatino ha dichiarato la sua forte preoccupazione per una simile eventualità. «Si vogliono accorpare Teramo e l'Aquila? Benissimo, all'Aquila ci sono già le cliniche universitarie quindi la direzione di questa nuova Asl non può che restare a Teramo». Di Sabatino lancia la provocazione «perché l'accorpamento non è una risposta a nessuno degli obiettivi messi a fuoco, ma se bisogna ragionare di pancia anche Teramo avrà le sue rivendicazioni da fare. La sanità abruzzese deve vivere una stagione di riorganizzazione dopo anni di perdite economiche e di malagestio: deve ridurre le ospedalizzazioni; integrare l'assistenza sanitaria con quella ambulatoria e sociale; aumentare l'offerta dei servizi rivolti ad anziani e non autosufficienti: una parte di popolazione oggi ai minimi dell'assistenza; deve infine, un discorso che ci riguarda molto da vicino ridurre la mobilità verso altre Regioni. Visto che non siamo campanilisti e che io per primo penso che dobbiamo cominciare a parlare e pensare in termini di sistema Abruzzo, se qualcuno mi spiega perchè l'accorpamento fra Teramo e L'Aquila è utile per risolvere qualcuno di questi problemi io sono disponibile ad ascoltare». Di Sabatino ricorda che il rapporto spesa del personale e posti letto, alla Asl di Teramo, è il più basso d'Abruzzo: 178mila euro. E il tetto di spesa per il personale (al 2013) era il più basso della Regione: 169 milioni. Nel rapporto spesa personale/popolazione è terz’ultima, per poche decine di migliaia di euro prima di Pescara (543 contro 529) ma ha il maggior numero di letti pubblici dopo Chieti (945 contro 1.075). E ricorda che i fondi assegnati alla Asl di Teramo sono costantemente diminuiti, oltre al suo organico che segna un - 650 rispetto alla media regionale.
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