Vertenza Salpa, spiragli nella trattativa

26 Settembre 2018

C’è un’ipotesi di accordo sul numero dei lavoratori ma non sull’integrativo. Se ne riparla il 4 ottobre

ROSETO. Barlumi di speranza per i lavoratori della Salpa di Roseto dopo l’incontro tra i vertici aziendali, i sindacati e la Rsu di ieri pomeriggio nello stabilimento di Roseto, con la trattativa che proseguirà nella prossima riunione prevista per il 4 ottobre. Il dialogo tra azienda e sindacati infatti, che fino a qualche settimana fa sembrava difficile, ieri si è riaperto.
«Abbiamo fatto qualche passo in avanti, ma ancora non siamo soddisfatti appieno», dice Delfino Coccia della Uil, «sul discorso dei fissi, per esempio, se il 1 gennaio 2018 un lavoratore fisso va in pensione, uno stagionale storico automaticamente passa fisso in base all’anzianità o alla professionalità. In sostanza il numero dei lavoratori fissi e quello dei lavoratori storici deve restare lo stesso di quello attuale, e su questo dunque un passo avanti è stato fatto».
Sul contratto integrativo, invece, resta la distanza tra le parti. «Noi abbiamo proposto un contratto integrativo ponte fino al 31 dicembre 2018», precisa Coccia, «ma l’azienda ci ha fatto una controproposta, che noi però non abbiamo accettato, e dunque la trattativa continuerà il 4 ottobre».
Resta la distanza tra sindacati e azienda anche sul discorso della quarta squadra: i vertici della Salpa, infatti, hanno proposto di crearla per garantire le stesse ore lavorative, ma i sindacati vogliono garanzie. «Se ci fosse una riorganizzazione del lavoro che occupa più persone ben venga», spiega Coccia, «la quarta squadra è come un ciclo continuo, ossia 20 turni, ma bisogna vedere bene come saranno i turni e soprattutto la retribuzione, se è adeguata o meno».
Sulla garanzia o meno delle ore di lavoro attuali per i 450 stagionali, in seguito al trasferimento del reparto confezioni ad Alanno, Coccia fa una distinzione tra il breve e il medio-lungo periodo. «E’ chiaro che purtroppo nel breve periodo», aggiunge Coccia, «qualche ora di lavoro si va a perdere, ma alla fine del percorso di sviluppo dell’azienda tra due anni, con la previsione dell’aumento del 30 per cento sulla produzione, si tornerà alle ore attuali di lavoro per tutti i lavoratori, e forse anche qualcosa in più». La produzione, dunque, resterà a Roseto, mentre la maggior parte del confezionamento avverrà ad Alanno. (l.v.)
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