Vestiti non in regola Note a raffica alla media Zippilli

21 Dicembre 2019

Gli studenti non rispettano il regolamento della scuola che impone tre colori. La preside: «Tutti l’hanno accettato»

TERAMO. Gli studenti continuano a non rispettare il regolamento scolastico sul vestiario, indossando maglie e t-shirt di colori diversi da quelli istituzionali, e così nella scuola secondaria di primo grado Zippilli dal 4 novembre sono scattate le annotazioni sul registro elettronico per «gli alunni che venissero meno a tale regola con le relative ripercussioni sulla valutazione del comportamento», come preannunciato da un’apposita circolare interna del 30 ottobre scorso.
Non sono però mancate le proteste dei genitori che, ritenendo «troppo tassative» le prescrizioni sul vestiario presenti nel regolamento scolastico da anni, si sono rivolti al Centro rendendo noto il proprio disappunto. «Queste regole vengono ricordate ai genitori all’atto dell’iscrizione, negli open day, durante i consigli e negli incontri. Non può trattarsi di una dimenticanza», dice la dirigente scolastica Lia Valeri, «è il regolamento scolastico che hanno sottoscritto quando hanno deciso di iscrivere i propri figli nella nostra scuola. Ciò senza contare che tante famiglie scelgono la Zippilli proprio per le prescrizioni che abbiamo sul vestiario».
Dall’anno scolastico 2016/17, infatti, nella scuola sono in vigore regole riportate nel regolamento accettato dai genitori e allegato all’atto d’iscrizione: maglioni e t-shirt indossati devono rispettare i colori istituzionali della scuola, che sono il blu, il grigio e il bianco, mentre pantaloni, jeans e gonne al ginocchio devono essere di colore scuro. A ciò si aggiunge l’invito a far indossare agli alunni un abbigliamento ginnico nelle giornate di educazione motoria per ridurre il tempo di permanenza negli spogliatoi. «La scelta di basare il vestiario sui colori della scuola è stata fatta anche con l’intento di disincentivare eventuali episodi di bullismo, togliendo l’accento dagli abiti indossati e dalla dimensione “dell’apparire”», prosegue la preside, «anche la richiesta di far indossare capi semplici e funzionali è volta a favorire il più possibile gli alunni nello svolgimento dell’attività didattica. Ed è questa che ci interessa e su cui vogliamo concentrarci, prediligendo la dimensione “dell’essere” per i nostri studenti».
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