Via Adamoli, scontro tra il Comune e l’Ater

D’Alberto e De Sanctis: «L’azienda paghi l’affitto agli inquilini senza case». Ceci: «Critiche offensive»
TERAMO . «La situazione che si trovano ad affrontare gli inquilini degli appartamenti Ater di via Adamoli non è degna di un paese civile. Come amministrazione ci siamo fatti portavoce delle loro istanze e continueremo ad essergli vicino ed è per questo che torniamo a sollecitare l’azienda di edilizia residenziale pubblica ad assumersi le proprie responsabilità, dando risposte ai cittadini e aiutandoli in questa difficile fase». Così il sindaco Gianguido D’Alberto e l’assessora al sociale Ilaria De Sanctis intervengono sulla situazione del condominio di Colleatterrato che, dopo il sisma, è stato ristrutturato e di recente restituito agli inquilini. Molte famiglie, però, hanno difficoltà a rientrare negli alloggi per i danni al mobilio o a infissi riscontrati nel momento della riconsegna delle chiavi o per via delle lungaggini burocratiche negli allacci delle utenze. In virtù della conclusione dei lavori il Comune ha revocato il Cas e così le famiglie che non sono ancora rientrate si trovano nella condizione di non avere il sussidio ma di dover comunque sostenere le spese per gli affitti nelle case dove hanno vissuto in questi anni. Il Comune chiede all’Ater di intervenire pagando gli affitti alle famiglie ancora sfollate, accusando l’azienda di essere «totalmente silente».
«Nonostante le nostre richieste di chiarimento, infatti, l’azienda non ha ritenuto di rispondere, dimostrando scarso rispetto istituzionale», dicono D’Alberto e De Sanctis. La presidente dell'azienda Maria Ceci però non ci sta e ritiene «offensiva» l’accusa degli amministratori circa il «silenzio» su via Adamoli. Ieri, fa sapere Ceci, l’Ater ha infatti inviato un resoconto al Comune ricostruendo i passaggi che hanno riguardato il condominio dall’avvio dei lavori. «L'Ater è il committente e ha fatto la sua parte durante questo percorso rimettendosi alle relazioni tecniche di chi ha svolto l’intervento, compresa quella di fine lavori che ha portato alla revoca dell'ordinanza di sgombero», dice la presidente, «a quel punto abbiamo restituito le chiavi agli inquilini, che hanno sottoscritto i verbali con riserva di valutare gli eventuali danni ai mobili, che poi hanno ritirato il certificato di conformità degli impianti finalizzati agli allacci delle utenze. Coloro che hanno completato le procedure per gli allacci hanno tutto funzionante: luce, acqua e riscaldamento. Una volta che tutti avranno terminato le procedure l’Ater si occuperà delle lavorazioni di piccola entità che si riterranno necessarie. L’impresa, inoltre, si è già impegnata a rimborsare eventuali danni documentati», chiosa la presidente non nascondendo stupore per «il tono tenuto dall’amministrazione e per un’accusa non corrisponde a verità».
Veronica Marcattili

