Via al Festival “Itacà” sul turismo responsabile

4 Settembre 2018

Nel fine settimana l’appuntamento nazionale farà tappa a Isola e a Castelli su iniziativa dell’associazione “Salam” che ospita i migranti a San Pietro 

CASTELLI. Approda in provincia e per la prima volta in Abruzzo il Festival nazionale del turismo responsabile “Itacà migranti e viaggiatori” che da venerdì a domenica farà tappa nei comuni di Isola del Gran Sasso e di Castelli. La decima edizione della kermesse itinerante presentata ieri mattina nella sede dell’Ente Parco a Isola e premiata dall’Organizzazione mondiale del turismo dell’Onu per l’eccellenza e l’innovazione turistica permetterà la scoperta del versante teramano del Gran Sasso e del suo patrimonio storico, sociale e culturale.
L’adesione al festival è stata promossa dall’associazione “Salam” che porta avanti con i migranti ospitati nella frazione di San Pietro di Isola il progetto “Radici culturali” e con il patrocinio delle amministrazioni dei due Comuni coinvolti, dell’Ente Parco del Gran Sasso e Monti della Laga, delle Pro loco, delle associazioni del territorio, della sezione del Cai Abruzzo. Tre giornate pensate come momenti di incontro e confronto e nelle quali verranno illustrati i primi risultati di “Radici culturali”, una buona pratica territoriale di accoglienza dei migranti e di integrazione socio-culturale che sta coinvolgendo dei richiedenti asilo e residenti in un’importante lavoro di recupero della rete sentieristica pedemontana all’interno del Parco. Un ricco programma di eventi ad accesso gratuito alla scoperta di luoghi e culture diverse tra itinerari a piedi e pedali, workshop, seminari, laboratori, mostre, concerti e con la partecipazione del fotografo iraniano Manoocher Deghat che inaugurerà la sua mostra “Reasons for migration”, del poeta e paesologo Franco Arminio, dell’alpinista di fama mondiale Marco Confortola, della scrittrice Lucia Marcone che presenterà il suo libro “La donna di carbone”.
«Quest’anno il festival ha come tema l’accessibilità dei luoghi che non è inteso solo in senso fisico, ma anche come interazione tra culture diverse e si concentrerà sul vivere responsabilmente la montagna», ha spiegato Giovanni Berardi, responsabile “Salam” e referente del progetto, «Il nostro obiettivo è di coinvolgere altri Comuni in modo che diventi una tappa fissa nel Gran Sasso». Soddisfatto anche il presidente del Parco Tommaso Navarra. «Il turismo non è né può essere distaccato dal valore territoriale del luogo ove si esplica», ha detto, «per questo all’interno di un Parco non può non esserci un turismo responsabile che sappia coniugare presenza antropica, promozione territoriale e tutela delle eccezionali matrici ambientali che rendono attrattivo il nostro territorio. E’ corretto parlare di un’antropologia del turismo dell’Appennino abruzzese ed è per questo che abbiamo aperto le porte del Parco e della nostra sede di Isola a questa eccezionale iniziativa».
©RIPRODUZIONE RISERVATA