Via al processo al presunto terrorista Isis

Il 23enne egiziano ha vissuto a Colonnella, affidata la perizia per la trascrizione delle intercettazioni
TERAMO. Il primo atto della corte d’assise (presieduta da Domenico Canosa, a latere Francesco Ferretti) è stato quello di affidare la perizia per la trascrizione delle intercettazioni. Perché è nella mole di telefonate e contatti on line che si erge l’impianto accusatorio della Procura distrettuale (pm David Mancini) nel processo che vede il 23enne egiziano Issam Elsayed Aboulelayem Shalabi imputato di associazione con finalità di terrorismo e istigazione a delinquere.
Ieri mattina la prima udienza del processo carico del giovane arrestato a novembre del 2018 a Milano e accusato dalla Distrettuale di essere un soldato dell'Isis. Shalabi, che per un periodo ha vissuto a Colonnella, è difeso dall’avvocato Alessandro Piccinini. Il nome del 23enne, che durante la sua permanenza a Colonnella aveva lavorato per una ditta di pulizie che aveva l’appalto per McDonald’s, era finito nei controlli della polizia nel dicembre del 2017 quando la sua presenza era stata segnalata tra i militanti islamici frequentatori di un gruppo Whatsapp. Secondo investigatori ed inquirenti Shalabi, arrivato in Italia sette anni prima per un ricongiungimento familiare con il padre, sarebbe diventato il leader di un gruppo di tre giovanissimi profondamente radicalizzati che all’epoca vivevano a Colonnella.
Dopo l’Abruzzo si era spostato a Cuneo e infine a Milano. Oltre a Shalabi e ai due suoi connazionali nell’inchiesta erano indagati anche un altro egiziano residente a Milano e due marocchini residenti fuori regione. La posizione di questi è stata stralciata e per loro la Procura ha chiesto l’archiviazione.
Al 23enne la Procura contesta di «aver partecipato all’associazione terroristica denominata Stato Islamico», come si legge nel capo di imputazione, e in particolare di aver svolto una costante attività di proselitismo «attraverso l’utilizzo dei social network, tra cui il profilo Facebook da lui gestito e soprattutto mediante l’utilizzo di gruppi privati Telegram gestiti dalla predetta organizzazione terroristica attraverso i quali venivano pubblicati notizie, bollettini e report».(d.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

