Via al processo sulla sterilizzazione degli animali

7 Aprile 2017

Devono rispondere di peculato due dirigenti dello Zooprofilattico e un esponente della Lega nazionale del cane

TERAMO. L’inchiesta madre sull’acquisto dei mangimi all’istituto Zooprofilattico è stata archiviata. Resta in piedi lo stralcio sulle sterilizzazioni di cani e gatti che vede imputati per peculato due dirigenti dell’Istituto Zooprofilattico e il presidente della sezione teramana della Lega del cane. E’ iniziato ieri con l’audizione dei testi dell’accusa il processo a carico di Paolo Dalla Villa, nella sua veste di allora dirigente veterinario responsabile della struttura relazione uomo animale, Nicola Ferri, in qualità di allora dirigente veterinario responsabile del laboratorio Libita e Catia Durante, in qualità di presidente locale della Lega nazionale della difesa del cane. Secondo l’accusa del pm Davide Rosati i tre, così si legge nel capo d’imputazione, «al fine di appropriarsi delle risorse economiche dell’Istituto Zooprofilattico di Teramo determinavano fraudolentemente ed in assenza di qualsivoglia disposizione normativa, in capo a quest’ultimo i costi derivanti sia dalla sterilizzazione di cani e gatti di proprietà della Lega o ad essa facenti capo, sia dallo smaltimento di rifiuti e liquami». Costi che l’accusa quantifica in circa 36mila euro in otto anni per quel che riguarda le sterilizzazioni, per le quali sempre secondo il capo di imputazione «organizzavano il completo asservimento – per due giorni a settimana – del laboratorio chirurgico dell’istituto e del personale veterinario in servizio presso lo stesso alle esigenze del canile della Lega, celandone i relativi costi nell’ordinaria gestione del laboratorio» e in circa 26mila euro per quel che riguarda lo smaltimento dei rifiuti. Accuse che ora dovranno essere provate nel corso del processo in corso davanti al collegio presieduto da Flavio Conciatori.

I fatti contestati ai tre risalgono ad un periodo compreso tra il 2006 e il 2013. Va detto che Ferri, difeso dall’avvocato Cataldo Mariano, in relazione a questa vicenda è stato interessato sia da un procedimento della Corte dei Conti che da un procedimento amministrativo da parte dell’istituto: entrambi hanno stabilito che non è stato commesso nessun reato.

L’inchiesta che ha portato i tre a processo è uno stralcio di quella aperta alcuni anni fa dal pm Rosati sull’acquisto di mangimi da parte dello Zooprofilattico negli anni compresi tra il 2005 e il 2013 e destinati ai cani della Lega ospitati nel canile di Gattia. Spese che, secondo l’accusa, non sarebbero state previste nelle relative convenzioni. Tredici gli indagati tra cui gli allora vertici dell’istituto, dirigenti (tra i quali anche Ferri e Dalla Villa) e la stessa Durante, che successivamente sono stati archiviati dal gip su richiesta dello stesso pm.(d.p.)

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