Via al ripristino di 20 palazzine popolari

Post-sisma, approvate le pratiche per gli edifici classificati B. Salini: primi cantieri aperti in primavera
TERAMO. Prende forma la ricostruzione leggera delle case popolari rese inagibili dal terremoto. A due anni dalle prime violente scosse l’Ater fa registrare i primi risultati concreti nel lungo percorso di ripristino degli alloggi con danni meno gravi.
Per i 45 immobili classificati B durante le verifiche post sisma, infatti, si è chiusa la procedura di accertamento e segnalazione dei danni all’Usr, l’ufficio speciale per la ricostruzione. Quest’ultimo ha dato avallo a venti pratiche per le quali, dunque, l’Ater ha avviato gli adempimenti finalizzati a progettazione e realizzazione delle opere previste. Gli appalti riguarderanno, in particolare, palazzine che si trovano a Teramo, nella zona di Colleatterrato, nonché a Civitella, Castelli, Montorio, Colledara, Cortino, Basciano e Valle Castellana. «Se non incontreremo intralci lungo il percorso», annuncia il commissario dell’Ater Nicola Salini, «già nella prossima primavera riusciremo a vedere i primi cantieri che consentiranno in parte il rientro di inquilini». Per gli assegnatari sgomberati a causa del sisma dagli edifici classificati B, insomma, c’è speranza di vedere la fine dell’esilio forzato in tempi quanto meno certi. Le palazzone tra l’altro, oltre al miglioramento antisismico che le renderanno sicure, saranno sottoposte a interventi che ne aumenteranno l’efficienza energetica garantendo il rispetto delle più recenti normative ambientali. «Il lavoro dell’Ater, pur con cronica carenza di personale e non senza sacrificio», tiene a evidenziare Salini, «è davvero costante e con ampio senso di responsabilità verso tutti gli inquilini sfollati e usufruitori». L’azienda mira al rientro di tutti gli sfollati nonché, aggiunge il presidente, «a fornire alloggi, per lo scorrimento delle graduatorie nei 45 comuni della provincia, di cui siam proprietari». (g.d.m.)
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