Via alla cura con le staminali per la cartilagine del ginocchio

Sant’Omero, procedura innovativa in ortopedia: dal sangue del paziente si estraggono piastrine poi iniettate nell’articolazione per rigenerarla. Fioccano prenotazioni anche da fuori regione
SANT’OMERO. Cura autologa per la rigenerazione della cartilagini del ginocchio. Nel reparto di ortopedia di Sant’Omero si parte con una procedura innovativa che prevede infiltrazioni di cellule staminali prelevate dal proprio sangue.
Fioccano le richieste di pazienti residenti anche fuori regione, per sottoporsi alla metodica nella divisione diretta da Vittorio Di Cesare. La prestazione di tipo ambulatoriale, dispensata dal servizio sanitario nazionale (per cui è possibile effettuarla tramite prescrizione medica) prevede una fase preparatoria prima dell’instillazione dei cosiddetti “fattori di crescita”, denominati Prp. In sintesi, il prelievo venoso di sangue viene inviato all’ematologia di Teramo che provvede, attraverso centrifugazione, a separare il plasma dalla piastrine (ricche di fattori di crescita).
Queste vanno in crioconservazione (congelate) e poi, al momento dell’infiltrazione, prelevate ed iniettate nel ginocchio. «Le cellule iniziano così a stimolare la rigenerazione cartilaginea specie nelle forme artrosiche iniziali», precisa Di Cesare. Il processo è utilizzato anche per i tendini di Achille ed i processi artrosici della spalla. Ma la divisione di ortopedia e traumatologia a Sant’Omero mostra con i numeri di essere punto di riferimento per le problematiche osteoarticolari su scala pluriprovinciale.
Partirà subito anche il nuovo protocollo per il trattamento dell’osteoporosi femminile in pazienti anziani attraverso un nuovo biofarmaco anticorpo monoclonale. Le persone che hanno subito la frattura del femore per cui sono state sottoposte ad intervento di chirurgia, vengono trattate con il ritrovato biologico che si è rivelato utile nella prevenzione di recidive, in quanto rinforza l’osso spugnoso osteoporotico. Infine, già da alcuni anni, Sant’Omero cura l’alluce valgo attraverso il laser. Ortopedia si è dotata di un apparecchio motorizzato capace di intervenire in modo mininvasivo su una delle patologie deformanti più frequenti.
«Tutto questo è possibile grazie al dinamico personale medico e paramedico», dice Di Cesare, «si è costruita una bella equipe e grazie alla Asl abbiamo avuto la stabilizzazione di tre unità mediche che porta l’organico a sei. Inoltre, dopo sei anni abbiamo anche ripristinato la doppia reperibilità festiva e notturna per cui anche le urgenze vengono garantite h 24». L’attività protesica (anca, ginocchio e spalla) nel 2014 ha avuto un’impennata del 30 per cento al pari di quella chirurgica. Nel 2014 sono stati effettuati 570 interventi in sala operatoria e proporzionalmente, già nei primi mesi dell’anno, si è registrato un incremento del 30% rispetto allo stesso periodo del 2014.
Alex De Palo
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