Via alla verifica, in vista c’è il rimpasto

Lo ha deciso la maggioranza. Di sicuro verranno rimescolate le deleghe, ma non si esclude qualche cambio di assessore
TERAMO. Il programma, gli alleati e la giunta. Sarà una verifica su tre fronti quella che caratterizzerà l’estate della maggioranza in Comune. A un anno dalla vittroria elettorale che ha portato Gianguido D’Alberto e la coalizione civica-Pd alla guida della città si apre la fase della prima verifica. A sancirne l’avvio è stata la riunione di maggioranza di martedì sera durante la quale gruppi consiliari e amministratori hanno concordato temi, tempi e modalità del resoconto politico-amministrativo da tracciare nelle prossime settimane.
L’argomento non è stato posto a caso in discussione proprio in questo periodo. Con l’approvazione del bilancio di previsione, che tra l’altro ha fatto registrare l’astensione dell’opposizione non di centrodestra, sindaco e maggioranza hanno messo al sicuro il risultato e ora possono concentrarsi sulle questioni interne e sul futuro. Il punto di partenza sarà quanto realizzato e messo in cantiere nei primi dodici mesi scarsi di attività amministrativa. Da qui prenderà le mosse la riflessione per impostare le priorità che saranno riassunte dall’aggiornamento del programma. Non sarà questo, però, l’argomento più pepato del confronto con D’Alberto di cui saranno protagonisti in momenti successivi i rappresentanti di partiti e liste civiche, i gruppi consiliari e la maggioranza in prossimità della fase decisionale. Tra ricostruzione lumaca, recupero del teatro romano, riassetto della Team e progetti urbanistici vari ce n’è già abbastanza per i prossimi quattro anni. I nodi più intricati riguarderanno l’alleanza e la giunta. Su quest’ultima, in particolare, c’è fin dall’inizio della consiliatura un margine di manovra che va sfruttato. La delega al bilancio che il sindaco ha tenuto per sé e quelle pesanti concentrate su un paio di assessori, in particolare Stefania Di Padova e Valdo Di Bonaventura, al di là dei risultati ottenuti necessitano di una revisione. La prospettiva per ora è di una ridistribuzione dei carichi tra gli attuali sette componenti della giunta che affiancano D’Alberto. Il rimpasto di deleghe si può considerare lo sbocco quasi certo del confronto prossimo all’avvio.
Non così scontato, invece, è da considerare al momento un ampliamento della giunta. Per una parte della maggioranza è necessario, ma le feroci critiche mosse da D’Alberto come oppositore ai nove assessori del suo predecessore Maurizio Brucchi invita alla prudenza. La stessa cautela, sebbene non così diffusa nella coalizione, accompagna l'ipotesi di avvicendamenti. L’eventuale sostituzione di assessori implica, infatti, un cambio dell’assetto della maggioranza. Tra gli alleati del cartello elettorale è ancora sub judice la posizione di Teramo 3.0, politicamante non omogeneo al resto dela maggioranza, il gruppo che esprime il vice sindaco Cristina Marroni. . La rotta di avvicinamento al voto sul bilancio ha sopito i malumori nei confronti della lista civica, ma la situazione che però resta in bilico. Sul tavolo ci sarà anche il tema dell’eventuale ampliamento dell’alleanza. Le posizioni mai troppo contrastanti con quelle dell’amministrazione espresse finora dal gruppo di Mauro Di Dalmazio e Graziano Ciapanna, tra l’alto eletto in provincia con il centrosinistra, potrebbe sfociare in un patto di collaborazione. Anche su questo aspetto, però, la prudenza è massima. Di sicuro, almeno nelle intenzioni degli alleati, c’è l’idea di una verifica snella, che non ingessi l’attività amministrativa come nel recente passato.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

