Via alle deleghe bipartisan con qualche mal di pancia

Assenti i due esponenti del centrodestra Vagnoni (al suo posto c’era D’Ignazio) e Tonia Piccioni che pare non aver gradito il compito assegnatole da Di Sabatino
TERAMO. «Chi vuole lavorare è accolto a braccia aperte». Il presidente della Provincia Renzo Di Sabatino riassume in questa frase il principio ispiratore del suo mandato, che ieri ha vissuto un passaggio fondamentale con l'assegnazione dei compiti ai consiglieri. Non si possono definire giuridicamente deleghe perché, stando alle indicazioni dettate dal ministero dell'Interno, potranno essere assegnate in via definitiva solo dopo il varo del nuovo statuto in calendario per gennaio. La questione è solo formale, se non puramente lessicale, perché da ieri di fatto otto consiglieri eletti, sei di centrosinistra più due di centrodestra, hanno ricevuto dal presidente gli atti di attribuzione degli incarichi.
«Ho inteso già adesso formalizzare l'attività di supporto alla presidenza», spiega Di Sabatino, «per evitare che il lavoro dell'ente, dovendo passare attraverso una sola persona, subisse rallentamenti». Nomi e "deleghe" confermano le indiscrezioni della vigilia. Nella foto da primo giorno di scuola, scattata nella sala giunta, mancano però proprio i due consiglieri di centrodestra, Massimo Vagnoni (Costituente popolare) e Tonia Piccioni (Forza Italia),ma per Di Sabatino non ci sarebbe già un caso politico, anche se fa una distinzione fra i due gruppi: «Con Costituente popolare c’è piena sintonia e volontà di collaborar; l’altro gruppo è più variegato ma non c’è problema».
La differenza è anche plasticamente rappresentata da chi siede al tavolo della giunta. A fare le veci di Vagnoni c'è il consigliere Giorgio D'Ignazio che sottolinea quanto l'Ncd sia pronto a «partecipare alle scelte per il bene del territorio». Il nome di Tonia Piccioni invece aleggia nella sala come uno spirito inquieto. «Abbiamo parlato, ci siamo confrontati», osserva Di Sabatino, «e alla fine io la delega gliel'ho assegnata». Ancora riecheggiano, però, le parole del coordinatore provinciale di Forza Italia Maurizio Brucchi che ha annunciato battaglia nell'assemblea dei sindaci. «Quest'organismo ha soprattutto il compito di approvare lo statuto che stabilirà le regole del gioco valide per tutti», evidenzia Di Sabatino, «mi pare difficile che un tema del genere possa diventare terreno di scontro politico». L'assegnazione di deleghe anche a consiglieri di centrodestra fa capo, più che a un'ansia consociativistica, premonitrice di futuri riassetti politici, a una corretta intepretazione dello spirito della legge. «L'obiettivo è lavorare e perché la riforma dell'ente giunga a compimento», chiarisce Di Sabatino, «e per questo devono collaborare tutti». Non è in discussione neppure la matrice di centrosinistra della nuova amministrazione. «C'è una chiara connotazione politica», conclude il presidente, «ed emergerà ad esempio rispetto all'estrazione di idrocarburi sul nostro territorio».
Gennaro Della Monica
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