Via alle firme e nuovo ricorso per salvare il teatro romano

TERAMO. Avvio della raccolta firme per il referendum e nuovo ricorso al Tar. Sono le iniziative avviate dal coordinamento dei comitati di quartieri e frazioni e dalle associazioni impegnate a...
TERAMO. Avvio della raccolta firme per il referendum e nuovo ricorso al Tar. Sono le iniziative avviate dal coordinamento dei comitati di quartieri e frazioni e dalle associazioni impegnate a promuovere il recupero e il riutilizzo del teatro romano. Ieri, nella prima giornata di presenza alla Cona e in piazza Martiri dei gazebo per le adesioni alla richiesta di consultazione popolare, sono state centinaia secondo gli organizzatori le sottoscrizioni ricevute.
Il riscontro è stato sorprendente al punto tale che, come evidenziano i promotori dell’iniziativa, per l’improvvisa mancanza dei moduli è stato necessario rinviare la riapertura dei banchetti. La raccolta proseguirà dunque domani, mercoledì e venerdì in piazza Martiri dalle 14 alle 19. Nella sede del quartiere di San Berardo, inoltre, i presidenti del comitato referendario e del coordinamento civico Carlo Di Marco e Giuliano Lucenti hanno incontrato il candidato sindaco di una parte del centrodestra Giandonato Morra che ha assicurato il proprio sostegno all’iniziativa finalizzata all’apertura di un forum cittadino per la scelta del progetto di recupero del teatro romano.
Alla campagna referendaria hanno giù aderito anche altri aspiranti alla carica di primo cittadino: Paola Cardelli (Sinistra per Teramo), Gianguido D’Alberto (Alleanza civica) e Cristiano Rocchetti (Movimento 5 stelle). Nel frattempo “Teramo città solidale & Cittadinanza attiva”, presieduta da Raffaele Raiola, per conto anche delle altre associazione schierate nella battaglia per il teatro romano ha presentato il secondo ricorso al Tar relativo alla questione. L’iniziativa, affidata all’avvocato Luigi Licursi, è destinata a ottenere dal Comune indicazioni dettagliate sulla contestata soluzione progettuale proposta dallo studio Bellomo sulla copertura dei reperti di epoca imperiale. Alla richiesta delle associazioni, infatti, l’ente ha risposto inviando loro data e numero di protocollo dello studio di fattibilità risalente al 2010, eludendo di fatto secondo i ricorrenti la sollecitazione. Il ricorso segue quello presentato a settembre e relativo all’accesso agli atti dell’annosa procedura per il recupero del teatro romano. (g.d.m.)
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