Via dal lavoro per fare compere: sospese le dipendenti indagate

18 Maggio 2021

Si tratta di un medico e di una assistente sociale in servizio nella Rsa psicogeriatrica di Casalena Sono accusate di truffa e false attestazioni. Il gip: «Fatto ancora più grave con l’emergenza sanitaria»

TERAMO. C’è l’ordinanza di sospensione per tre mesi dal posto di lavoro a sancire la decisione del giudice (che ha accolto la richiesta della Procura dopo gli interrogatori) per il medico e l’assistente sociale della Asl accusate di essersi più volte assentate dal posto di lavoro. «Per fare acquisti e spese varie», sostiene l’accusa, e sempre secondo l’autorità giudiziaria, timbrando il cartellino, l’una al posto dell’altra, facendo così risultare sempre la presenza sul posto di lavoro anche quando non sarebbe stato così.
Ma in questa vicenda ancor di più ci sono le parole che il gip Lorenzo Prudenzano usa nell’ordinanza e che spiegano meglio di ogni tecnicismo giuridico. «La Prosciutti e la Di Nicola», scrive, «sebbene persone incensurate e di elevata istruzione, hanno con le loro azioni tradito sistematicamente l’affidamento riposto dal sistema di rilevazione automatica delle presenza, anteponendo i propri personali interessi a quelli, di natura eminentemente pubblica, perseguiti dalla Rsa psicogeriatrica. E tanto appare ancora più grave se si considera il contesto di emergenza sanitaria che richiede all’evidenza agli operatori sanitari a contatto con persone anziane e affette da patologie una particolare attenzione».
I provvedimenti di sospensione riguardano Lorella Prosciutti, 61 anni, medico nata all’Aquila, residente a Teramo, e Liliana Di Nicola, assistente sociale di 63 anni, di Teramo, entrambe in servizio nella Rsa psicogeriatrica della Asl, a Casalena. Sono accusate di truffa e false attestazioni della presenza in servizio. La Procura (il pm Davide Rosati è il titolare del fascicolo) aveva contestato anche la falsità ideologica che il giudice non ha ravvisato. Le indagini, portate avanti dai carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale carabinieri, hanno riguardato un periodo compreso tra gennaio e febbraio di quest’anno. Un arco di tempo in cui i militari hanno operato con l’installazione di un sistema di videocamere nei locali dell’azienda sanitaria in cui le due lavorano e di impianti Gps nelle vetture di entrambe. «Si desumeva», si legge negli atti giudiziari, «che la Prosciutti era stata assente dal luogo di lavoro ingiustificatamente, nel periodo di osservazione, per complessive 81 ore, ciò che comportava l’indebita percezione di complessivi 3.972,24 euro.Si desumeva che la Di Nicola era stata assente dal luogo di lavoro ingiustificatamente, nel periodo di osservazione, per complessive 55 ore e 6 minuti, ciò che comportava l’indebita percezione di complessivi 1.073,05 euro». Somme per cui è stato disposto il sequestro preventivo.
Per entrambe, nel provvedimento, si fa riferimento a uscite fatte per fare acquisti nel centro commerciale e in altri negozi. Scrive ancora il giudice nell’ordinanza : «Le indagate si erano scambiate frequentemente il tesserino magnetico, rimesso nella loro esclusiva disponibilità, e si erano adoperate per seguire le timbrature, all’occorrenza, l’una nell’interesse dell’altra. La sistematicità delle condotte e la necessità di procurarsi ogni volta il badge della coindagata escludono ogni dubbio circa la ricorrenza del dolo». E ancora: «Sussistono esigenze cautelari connesse al pericolo di reiterazione da parte delle indagate». Le due indagate sono assistite dall’avvocato Gennaro Cozzolino. Gli atti sono stati portati a conoscenza dell’azienda sanitaria per eventuali provvedimenti disciplinari.
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