Via la tassa sui passi carrai e Tari ridotta

24 Febbraio 2019

Il sindaco porterà il provvedimento in una riunione di maggioranza e poi in consiglio: «L’avevo promesso, ora si può»

ROSETO. Eliminazione della tassa sui passi carrabili e forte riduzione della Tari per il 2019, da concordare all’interno di una riunione di maggioranza prevista per martedì.
Sono le decisioni assunte dal sindaco Sabatino Di Girolamo in vista del bilancio 2019, da delineare entro metà marzo per portarlo in consiglio comunale per l’approvazione entro il 31 marzo. «In campagna elettorale lo avevo promesso», precisa Di Girolamo, «e finalmente quest’anno, salvo imprevisti gravi, l’imposta sui passi carrabili sarà eliminata sicuramente». In effetti questa tassa sarebbe già dovuta essere tolta due anni fa, ma il primo cittadino rosetano si riservò di impegnarsi per eliminarla lo scorso anno.
«Non ci siano riusciti prima», spiega il sindaco, «a causa della grave situazione economica in cui versava l’ente. Ora la situazione è diversa e, dunque, possiamo avviare i percorsi di riduzione a favore dei cittadini». Per il 2019, inoltre, ci dovrebbe essere una cospicua riduzione della tassa sui rifiuti, ma per avere la percentuale esatta bisognerà attendere martedì, quando il sindaco incontrerà il gruppo di maggioranza nel quale si deciderà il tutto. «La dirigente di ragioneria Antonietta Crisucci e il dirigente Paolo Bracciali ci porteranno il piano finanziario in bozza», dice Di Girolamo, «e, oltre alla riduzione prevista da noi, ma ancora da quantificare bene, c’è un’ulteriore riduzione dovuta agli effetti della sentenza del Tar in merito al ricorso contro la Tari 2018».
Il 5 febbraio, infatti, il tribunale amministrativo regionale accolse il ricorso contro le delibere sulla Tari, la numero 7 e la numero 8 del 6 marzo 2018, presentato il 29 maggio 2018 dall’associazione albergatori Roseto Ara, associazione commercianti “Assorose”, cooperativa balneatori Roseto e Pineto, e Bruno Pierandozzi: in sostanza il Tar ha accolto il ricorso per due motivi principali, ovvero l’aggravio di 562 mila euro a carico dei cittadini inserito indebitamente nella Tari 2018 (e con ripercussioni anche sulla tari 2017) in merito ai crediti di dubbia esigibilità, e sull’aspetto del servizio porta a porta da ripartire tra costi fissi e variabili. Queste somme, ora, dovrebbero essere restituite ai cittadini e l’amministrazione, dunque, farà figurare le ulteriori riduzioni come “rimborso”.
Se sulla sentenza sul ricorso contro la tassa di soggiorno il sindaco ha potuto ricorrere al Consiglio di Stato, oltre la richiesta di sospensiva, sulla Tari non ha potuto fare nulla perché la sentenza riguarda appunto una prassi non conforme. I cittadini e le imprese quindi possono tirare un sospiro di sollievo, ricordando gli incredibili aumenti del 2017, che andavano da circa il 20% per le famiglie fino ad arrivare al 50% circa per le attività.
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