Via libera alla chiusura della discarica

Progetto approvato dagli enti interessati, l’area dell’impianto verrà ripristinata grazie ai 2,6 milioni del Masterplan
TERAMO. Via libera alla chiusura della discarica La Torre. A quindici anni esatti dal crollo, dopo un percorso a ostacoli scandito da inchieste giudiziarie e intoppi burocratici, ieri mattina è stato approvato il progetto di chiusura definitiva del sito. Un ok giunto all'esito della specifica conferenza dei servizi alla quale hanno partecipato Regione Abruzzo, Provincia, Arta e ufficio ambiente del Comune di Teramo.
L'attività di dismissione sarà resa possibile dal finanziamento di 2,6 milioni di euro ottenuto dall'amministrazione comunale tramite il Masterplan-Patti per il sud. Coi fondi si procederà alla regimentazione delle acque meteoriche di allontanamento dal corpo discarica, al potenziamento del sistema di raccolta del percolato e alla sistemazione dell'impianto di captazione del biogas mediante realizzazione di nuovi pozzi. Il sindaco Gianguido D'Alberto, nominato dalla Regione commissario ad acta per la discarica La Torre, si dice soddisfatto e rivolge il suo grazie a quanti hanno lavorato per arrivare a questa soluzione: «Ringrazio l’assessore Valdo Di Bonaventura che è stato particolarmente impegnato per raggiungere il risultato. E ringrazio anche tutti gli enti che hanno fattivamente partecipato alla conferenza dei servizi, fornendo ciascuno un contributo determinante. Non posso dimenticare di esprimere un plauso agli uffici comunali e in particolare all’ingegner Alessandra Cafà, per il loro competente impegno. È un giorno straordinario per la nostra città», ha detto il sindaco.
Il via libera della conferenza dei servizi era determinante per poter avviare l'iter amministrativo di redazione della progettazione esecutiva e del successivo affidamento dei lavori. Il progetto riuscirà ad abbattere i costi di smaltimento del percolato e a garantire il ripristino e la tutela ambientale dell'area le cui matrici ambientali – acqua, suolo e aria – saranno comunque monitorate per ulteriori 30 anni.
La storia della discarica volge così al termine dopo anni di polemiche, dibattiti e inchieste. Fra tutte, quella aperta subito il crollo del febbraio 2006. Un procedimento che portò a processo, per disastro ambientale, Gianni Chiodi, in veste di sindaco di Teramo; gli ex dirigenti della Regione Franco Gerardini e Massimo Di Giacinto (nel frattempo deceduto); Berardo Rabbuffo, ex assessore comunale; Nicola D'Antonio, ex dirigente comunale. I primi tre assolti in tutti i gradi di giudizio; gli ultimi due condannati in primo grado e poi assolti. A scrivere la parola fine, nel novembre 2019, è stata la Cassazione stabilendo la non responsabilità degli imputati.
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