Via libera alla chiusura della discarica

14 Aprile 2021

Progetto approvato dagli enti interessati, l’area dell’impianto verrà ripristinata grazie ai 2,6 milioni del Masterplan

TERAMO. Via libera alla chiusura della discarica La Torre. A quindici anni esatti dal crollo, dopo un percorso a ostacoli scandito da inchieste giudiziarie e intoppi burocratici, ieri mattina è stato approvato il progetto di chiusura definitiva del sito. Un ok giunto all'esito della specifica conferenza dei servizi alla quale hanno partecipato Regione Abruzzo, Provincia, Arta e ufficio ambiente del Comune di Teramo.
L'attività di dismissione sarà resa possibile dal finanziamento di 2,6 milioni di euro ottenuto dall'amministrazione comunale tramite il Masterplan-Patti per il sud. Coi fondi si procederà alla regimentazione delle acque meteoriche di allontanamento dal corpo discarica, al potenziamento del sistema di raccolta del percolato e alla sistemazione dell'impianto di captazione del biogas mediante realizzazione di nuovi pozzi. Il sindaco Gianguido D'Alberto, nominato dalla Regione commissario ad acta per la discarica La Torre, si dice soddisfatto e rivolge il suo grazie a quanti hanno lavorato per arrivare a questa soluzione: «Ringrazio l’assessore Valdo Di Bonaventura che è stato particolarmente impegnato per raggiungere il risultato. E ringrazio anche tutti gli enti che hanno fattivamente partecipato alla conferenza dei servizi, fornendo ciascuno un contributo determinante. Non posso dimenticare di esprimere un plauso agli uffici comunali e in particolare all’ingegner Alessandra Cafà, per il loro competente impegno. È un giorno straordinario per la nostra città», ha detto il sindaco.
Il via libera della conferenza dei servizi era determinante per poter avviare l'iter amministrativo di redazione della progettazione esecutiva e del successivo affidamento dei lavori. Il progetto riuscirà ad abbattere i costi di smaltimento del percolato e a garantire il ripristino e la tutela ambientale dell'area le cui matrici ambientali – acqua, suolo e aria – saranno comunque monitorate per ulteriori 30 anni.
La storia della discarica volge così al termine dopo anni di polemiche, dibattiti e inchieste. Fra tutte, quella aperta subito il crollo del febbraio 2006. Un procedimento che portò a processo, per disastro ambientale, Gianni Chiodi, in veste di sindaco di Teramo; gli ex dirigenti della Regione Franco Gerardini e Massimo Di Giacinto (nel frattempo deceduto); Berardo Rabbuffo, ex assessore comunale; Nicola D'Antonio, ex dirigente comunale. I primi tre assolti in tutti i gradi di giudizio; gli ultimi due condannati in primo grado e poi assolti. A scrivere la parola fine, nel novembre 2019, è stata la Cassazione stabilendo la non responsabilità degli imputati.
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