Via Longo, case popolari in pieno degrado

Gli edifici sgomberati per il progetto di housing sociale fatiscenti e danneggiati dai vandali
TERAMO. Alloggi fatiscenti e danneggiati da ripetuti atti vandalici. È lo stato delle palazzine di via Longo, da cui sono stati sgombrati gli inquilini per l’avvio del progetto di housing sociale ora bloccato, emerso dal sopralluogo fatto ieri dal Gianguido D'Alberto e dall’assessore al patrimonio Valdo Di Bonaventura. I quattro dei sei immobili, parte del complesso edilizio che secondo la passata amministrazione andava abbattuto e ricostruito, sono risultati in condizioni molto precarie. La prima conseguenza è che non si può prevedere a breve il rientro negli appartamenti in questione, dopo la sospensione del progetto di project financing, da parte degli inquilini che sono stati costretti a lasciarli. «Il paradosso è che si tratta di edifici agibili», sottolinea il sindaco, «non hanno subìto danni a causa del terremoto». A renderli inutilizzabili sono stati l’incuria e gli atti vandalici. «Quelle palazzine», evidenzia D’Alberto, «sono la fotografia dello stato di abbandono in cui è stato lasciato il patrimonio comunale». Gli immobili sgomberati da inizio 2013 secondo il primo cittadino sono anche testimonianza concreta della «scelta scellerata della passata amministrazione di puntare su progetto di abbattimento e ricostruzione che di fatto ha determinato la situazione attuale». L’obiettivo della nuova giunta è opposto. «Ci proponiamo di riqualificare tutto il patrimonio di edilizia residenziale pubblica, di cui le palazzine di via Longo sono una fetta importante», fa notare D’Alberto, «per dare risposta all’emergenza abitativa». Per questo al sopralluogo di ieri seguirà la stesura di una relazione che certifichi i danni e consenta l’attivazione di procedure per il reperimento di finanziamenti statali e regionali per i lavori necessari. (g.d.m.)
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