«Via Longo, così com’è il progetto è irrealizzabile»
TERAMO. «Il progetto dell'housing sociale di via Longo è irrealizzabile». Quest'affermazione ha animato l'assemblea pubblica sull'argomento convocata dal Centro politico comunista "Sandro Santacroce"...
TERAMO. «Il progetto dell'housing sociale di via Longo è irrealizzabile». Quest'affermazione ha animato l'assemblea pubblica sull'argomento convocata dal Centro politico comunista "Sandro Santacroce" e tenuta ieri alle 18.30 nella sala convegni dell'hotel Abruzzi. Del confronto, al quale ha partecipato una folta rappresenta degli inquilini delle palazzine popolari alle porte del centro da abbattere e ricostruire, sono rimaste le forti contrarietà e le tante domande poste fino da quando il percorso dell'intervento è stato avviato.
Sono mancate le risposte, attese dal sindaco Maurizio Brucchi, che era stato invitato all'incontro ma non si è presentato. In platea c'erano, invece, l'assessore ai servizi sociali Eva Guardiani e il presidente della commissione urbanistica del Comune Vincenzo Falasca, entrambi appartenenti al gruppo di "Futuro in" che fa capo a Paolo Gatti, evidentemente interessati alle tesi critiche sul progetto avviato dall'amministrazione pur facendo parte della maggioranza. A riportare l'attenzione sugli aspetti che renderebbero illegittima la procedura avviata e di conseguenza immotivati i trasferimenti degli inquilni, costretti a lasciare le prime due delle sei palazzine da demolire, sono stati l'architetto Andrea Cavarocci, il sindacalsta dell'Asia Giacomo Gresta e la consigliera comunale di opposizione Paola Cardelli. A quest'ultima è spettato il compito di riassumere i punti critici dell'intervento: primo fra tutti il recente annuncio da parte dell'amministrazione della necessità di una gara d'appalto sull'operazione finora portata avanti dalla società Sgr Investire Immobiliare. «E' quello che abbiamo sostenuto fin dal'inizio», ha evidenziato la consigliera, «la procedura di evidenza pubblica tenterà di mettere le cose a posto e di sanare un progetto nato senza regole, ma è un'assurdità». Cardelli è tornata alla carica sulla difformità degli interventi di ricostruzione previsti per la zona di via Longo rispetto a quanto consentito dal piano regolatore. Le nuove palazzine avranno uno sviluppo edificatorio del 67% in più in confronto agli immobili esistente, mentre il Prg consentirebbe un incremento limitato al 15%.
Gennaro Della Monica
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