Via Longo, sì al progetto per recuperare i 96 alloggi

Il Comune aderisce al programma nazionale di riqualificazione urbana Maranella: «Pagina di modernizzazione di uno dei quartieri storici della città»
TERAMO. Qualcosa si muove per il complesso immobiliare di via Longo. L’amministrazione comunale ha infatti deciso di partecipare con un progetto di riqualificazione del quartiere – dove insistono sei palazzine di proprietà dell’ente per complessivi 96 appartamenti di edilizia residenziale pubblica – al Piano nazionale di rigenerazione urbana che mette a disposizione di Regioni, città metropolitane, capoluoghi di provincia e comuni con più di 60mila abitanti un plafond totale di 853,81 milioni di euro fino al 2033 per promuovere processi di rigenerazione di ambiti urbani al fine di concorrere alla riduzione del disagio abitativo e insediativo, con particolare riferimento alle periferie, all’incremento della qualità dell’abitare e di parti di città, all’incremento dell’edilizia residenziale pubblica.
Il programma, in particolare, è finalizzato a riqualificare e incrementare il patrimonio destinato all’edilizia residenziale sociale; rigenerare il tessuto socio-economico; migliorare l’accessibilità, la sicurezza dei luoghi e la rifunzionalizzazione di spazi e immobili pubblici; migliorare la coesione sociale e la qualità della vita dei cittadini.
Un’occasione importante per la riqualificazione di tutto il quartiere di via Longo, con il Comune che dopo aver approvato in giunta la delibera di partecipazione al piano nazionale avrà adesso 120 giorni di tempo per presentare un apposito progetto. «Finalmente il recupero di via Longo vede la luce nella sostanza e nei modi che merita», afferma il sindaco Gianguido D’Alberto, «e restituiamo una prospettiva straordinaria di rigenerazione urbana dell’area conservando, come abbiamo sempre affermato, il carattere prettamente sociale del complesso. Faremo questo anche tenendo conto delle esigenze che attualmente vive il territorio in termini di disagio abitativo e diritto alla casa». Sarà dunque mantenuta la destinazione sociale delle abitazioni, che nelle intenzioni dell’amministrazione saranno valorizzate in un contesto di riqualificazione connesso al vicino parco fluviale. «Faremo questo in modo diverso rispetto al passato», prosegue il sindaco, «condividendo prospettive e idee con i residenti, che nella precedente ipotesi progettuale furono estromessi dalle scelte; assieme a ciò, favoriremo il coinvolgimento dei cittadini, dopo il fallimento del progetto abbozzato nel 2013 che, oltre a non tener conto delle esigenze di chi viveva in quelle case, ignorava il carattere sociale del complesso; un’ipotesi che era perfino errata sotto l’aspetto amministrativo».
Particolare attenzione sarà riversata nel mantenere il vincolo di destinazione sugli alloggi e sull’intero patrimonio immobiliare, proprio per dare risposta all’emergenza abitativa che colpisce gli strati più deboli della popolazione, gravata anche dalle conseguenze economiche derivanti dalla pandemia in corso. «È un progetto tanto complesso quanto stimolante», sostiene l’assessore Martina Maranella, «perché oltre a soddisfare una esigenza vitale per chi ne ha bisogno, riscrive una pagina significativa di modernizzazione e quindi di decoro, di uno dei quartieri storici della città». Soddisfazione viene espressa anche dall'assessore Di Padova, visto che il progetto mira a riqualificare l’area anche dal punto di vista urbanistico. «Confermo quanto dichiarato dall’assessore Maranella sull’ambiziositá del progetto», commenta, «che racchiuderá in sé l'anima vera del concetto di visione urbanistica, con consumo zero di nuovo suolo, recupero e valorizzazione ambientale e paesaggistica». (a.m.)

