Viadotti dell’A24, la sentenza a fine giugno

Concluse le arringhe delle difese. L’accusa aveva chiesto la condanna degli 8 imputati tra cui Toto
TERAMO. È in programma per il 29 giugno l’ultima udienza con la sentenza del processo (in corso con il rito abbreviato) sulla sicurezza e manutenzione dei sette viadotti del tratto teramano dell’autostrada A24. Ieri davanti al giudice Lorenzo Prudenzano si sono concluse le ultime arringhe dei difensori con gli avvocati Gian Domenico Caiazza, Gianfranco Jadecola, Oliviero Villaris De Carolis e Paolo Apella.
Nella scorsa udienza c’erano state le arringhe degli avvocati Augusto La Morgia, Alberto Berardi, Luca Nati.
L’udienza del 29 giugno è stata fissata per le controrepliche dei pm e per la sentenza. I pm Laura Colica e Silvia Scamurra hanno chiesto una condanna a tre anni per Carlo Toto imprenditore patron della Toto Holding che controlla Strada dei Parchi; tre anni per l’ex amministratore delegato di Sdp Cesare Ramadori; tre anni per l’ex direttore generale di esercizio Igino Lai; tre anni per l’ex direttore operativo Marco Carlo Rocchi; tre anni per l’ex direttore tecnico Gabriele Nati; tre anni per l’ex responsabile della direzione tecnica Mario Bellesia; due anni ciascuno per gli ex amministratori delegati Sandro Capparucci e Roberto Zianna. Richieste a cui si sono associate le parti civili rappresentate dagli avvocati Domenico Giordano per Cittadinanza Attiva, Fabrizio Foglietti per Codacons e l’Avvocatura dello Stato per il ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture. La Procura contesta a tutti gli imputati le ipotesi di reato di inadempimento di contratti di pubbliche forniture e attentato alla sicurezza dei trasporti.
Al centro dell'inchiesta ci sono le condizioni di sicurezza e manutenzione dei viadotti Casale San Nicola nel territorio di Isola del Gran Sasso, Cretara, San Nicola 1 e 2, Le Grotte e Cerchiara nei territori di Isola e Colledara. Una situazione, secondo l'accusa, causata dalla totale inadempienza, a partire dal 2009, da parte della concessionaria autostradale degli obblighi di manutenzione ordinaria sulle opere. Di recente il tribunale dell’Aquila, al termine del processo in corso per le condizioni dei viadotti sul tratto aquilano, ha assolto gli imputati con la formula del fatto non sussiste.(d.p.)
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