Vibrata, turista con una crisi d’asma: il farmacista nega la medicina
Avere un problema di salute quando si è in vacanza, in un luogo in cui non si hanno riferimenti, può essere un’esperienza veramente spiacevole. E’ quanto accaduto ad una turista romana che è in...
Avere un problema di salute quando si è in vacanza, in un luogo in cui non si hanno riferimenti, può essere un’esperienza veramente spiacevole. E’ quanto accaduto ad una turista romana che è in vacanza a Martinsicuro col marito. L’uomo di notte ha avuto un attacco d’asma e nonostante la somministrazione del Bentelan non riusciva a respirare bene.
La donna dunque ha chiamato la farmacia di turno di notte nella zona e ha chiesto di poter andare a comprare una confezione di Ventolin. Ma il farmacista, erano le 2 di notte passate, la ha risposto che può erogare farmaci solo su "ricetta medica urgente". Inutili le insistenze della donna sul fatto che suo marito stava male e che era un’urgenza. Il farmacista, a quanto racconta la donna, ha risposto che ci sono delle disposizioni nazionali in materia.
La coppia, visto che l’uomo proprio non riusciva a respirare bene, alla fine è andata al pronto soccorso dell’ospedale di San Benedetto. «Al triage ci prendono per scemi. “Che non lo sa che basta prendere il Ventolin per la crisi asmatica? Lo vede qui come siamo messi? Se venissero tutti qua per una.medicina sarebbe la fine: che ci stanno a fare le farmacie notturne?” ci dicono al pronto soccorso», racconta la donna. Alla fine consigliano alla coppia di andare in una farmacia di San Benedetto «perchè qui siamo evoluti». E in effetti il Ventolin il turista è riuscito a comprarlo e la crisi d’asma è passata.
A spiegare bene i termini della vicenda è Silvio Di Giuseppe, presidente dell’Ordine dei farmacisti della provincia di Teramo. «In effetti c’è l’obbligo della ricetta medica, e il collega ha fatto bene a chiederla, soprattutto di notte», esordisce il farmacista, «però c’è una norma di tre anni fa che permette si essere dispensati dall’obbligo della presentazione della ricetta in casi di urgenza, dietro un’assunzione di responsabilità da parte dell’acquirente. Che, ad esempio può presentare una ricetta scaduta o una vecchia scatola del farmaco e può firmare una dichiarazione in cui asserisce che è in trattamento con il farmaco richiesto e che non è nelle condizioni di avere al momento la ricetta». Infine il presidente Di Giuseppe si chiede come mai i turisti non abbiano fatto richiesta alla guardia medica, che le prescrizioni le può fare. (a.f.)

