Vicesindaco, in corsa Frattari e Tacchetti

29 Giugno 2016

Roseto, solo voci per la giunta ma Di Girolamo assicura: «Da oggi inizio a lavorarci». Ciancaione, incognita incompatibilità

ROSETO. Tante ipotesi ma ancora nulla di fatto. Non hanno ancora un volto gli assessori che affiancheranno il sindaco Sabatino Di Girolamo – «da oggi inizio a lavorarci», ha detto – anche se in alcuni casi le scelte sembrano quasi obbligate. Come per Teresa Ginoble, la più votata in assoluto con 699 preferenze, la quale però sembrerebbe orientata verso «esperienze diverse» da quelle di assessore, ruolo che la stessa ha ricoperto per molti anni. Il che vuol dire che per lei è pronta la poltrona di presidente del consiglio comunale, carica altrettanto prestigiosa ma meno impegnativa rispetto a quella di assessore.

Dovrebbero invece far parte dell’esecutivo i primi eletti nella lista del Pd, che sono Antonio Frattari e Simone Tacchetti, entrambi con le carte in regola per ricoprire anche il ruolo di vicesindaco. L’altro assessore uomo, perché due posti su cinque sono riservati alle cosiddette ‘quote rosa’, dovrebbe essere Nicola Petrini, anche lui del Pd, ma se il sindaco dovesse decidere di dare visibilità alle due liste a lui collegate, cioè ‘Di Girolamo sindaco’ e ‘Roseto protagonista’, allora in pole position ci sarebbero Saverio Marini e Marco Angelini. Tra le donne del Pd, la più papabile per il ruolo di assessore sembrerebbe Luciana Di Bartolomeo, piazzatasi settima della lista con 214 voti. L’altra rappresentante del gentil sesso potrebbe invece essere scelta tra le più votate della coalizione #amoroseto, il che farebbe fermare la pallina della roulette sul nome di Gabriella Recchiuti, preferita da 370 rosetani che hanno votato la lista Abruzzo civico, la quale in questo modo diventerebbe assessore senza essere stata eletta consigliere, ruolo che nel suo gruppo ricopre Mario Nugnes grazie alle 425 preferenze ottenute. La nomina degli assessori all’interno della lista Pd farebbe subentrare in consiglio comunale i primi quattro tra i non eletti, che sono nell’ordine: Giuseppe Di Sante, Emanuela Ferretti, Achille Frezza e Giuseppe Lamedica. Quattro e non cinque in quanto la Ginoble resterebbe comunque in carica come consigliere comunale anche se dovesse esserne nominata presidente, mentre gli assessori per ricoprire tale carica devono necessariamente dimettersi da consiglieri.

Nessuno slittamento, invece, tra le file di Abruzzo civico, perché la Recchiuti non essendo stata eletta consigliere non deve dimettersi. Resta l’incognita legata a Rosaria Ciancaione - grande protagonista nella fase di campagna elettorale nella sua veste di candidata sindaco della coalizione #amoroseto, ma esclusa dal ballottaggio - sul cui capo pende la spada di Damocle dell’incompatibilità. Infatti, secondo le norme vigenti chi ricopre incarichi dirigenziali nelle pubbliche amministrazioni, come nel caso della Ciancaione che è dirigente del settore finanziario della Regione Abruzzo, è incompatibile «con la carica di componente della giunta» si legge nell’articolo di legge (D.l. n°39 del 8/4/2013) «o del consiglio di un Comune con popolazione superiore ai 15mila abitanti», e Roseto ne conta circa 25mila. Al momento bocche cucite in casa di #amoroseto, dove gli esperti sono al lavoro per trovare un cavillo che possa far superare la norma consentendo così alla Ciancaione di ottenere il suo meritato posto nel consiglio comunale di Roseto, se non addirittura in giunta come assessore. Qualora si avverasse una di queste due ipotesi, i posti a rischio sarebbero quello di Nugnes o quello della Recchiuti.

Federico Centola

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