Vigili estivi mandati a casa Tornano tra due settimane

Problemi di bilancio, il Comune farà ai cinque agenti un altro contratto Intanto si riaffaccia la proposta della tassa di soggiorno da istituire nel 2016
GIULIANOVA. È durato solo due settimane il contratto dei cinque vigili estivi, arrivati ai primi posti dopo il concorso indetto dal Comune di Giulianova perché, come ha spiegato l’assessore al bilancio Katia Verdecchia, «è una necessità di bilancio». L’assessore, però, ha nel contempo assicurato che, nel giro di 10 o 15 giorni, i cinque stagionali verranno nuovamente assunti per tutto il resto dell’estate.
«Il contratto stipulato ai cinque agenti», ha spiegato Verdecchia, «è stato fatto volutamente così per rispettare le necessità di bilancio, ma verrà rinnovato nei prossimi 15 giorni. I vincitori del concorso, come richiesto dal comandante della polizia municipale Roberto Iustini, verranno riassunti fino al 31 agosto o, comunque, fino a quando ci saranno manifestazioni». Gli agenti, due dei quali provenienti da Marche e Puglia, erano stati temporaneamente assunti il 29 maggio per garantire la sicurezza di alcune manifestazioni, come il festival delle bande internazionali.
Nel frattempo, giunta e maggioranza sono in piena attività per la chiusura del bilancio che, se non dovessero esserci proroghe statali, deve essere pronto per fine giugno. L’assessore ha già effettuato tagli nella spesa corrente, facendo un lavoro interno per valutare i consumi effettivi ed eliminare il superfluo dalle spese conteggiate gli scorsi anni. Al vaglio degli amministratori, oltre alle esternalizzazioni di Palacastrum e mercato ittico (la piscina comunale non sembra essere oggetto di discussione, anche se bisognerà rimodulare le spese e l’organizzazione), c’è anche la tassa di soggiorno, che potrebbe essere inserita nel 2016. «Della tassa di soggiorno», ha chiarito l’assessore, «se ne è parlato ma ancora non è stata discussa in maggioranza. Comunque sarebbe un’idea che interesserà tutta la costa teramana, non solo Giulianova, vista anche la difficile situazione economica dei Comuni».
Un’ipotesi, quella della tassa di soggiorno, che non è mai stata ben accetta dagli albergatori. «Sarebbe come far pagare un pedaggio al turista», ha commentato Marco Di Carlo, referente Federalberghi, «e noi non abbiamo un’attrattiva tale da poterla giustificare. In ogni modo, prima del ballottaggio delle ultime elezioni, i candidati sindaco Mastromauro e Retko stipularono con noi un accordo in cui si assicurava che la tassa non sarebbe stata istituita in tutta la durata della legislatura».
Margherita Totaro
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