Villa Clemente da riqualificare: il progetto dovrà essere rivisto

14 Febbraio 2023

La Soprintendenza impone alcune restrizioni al Comune, che nell’edificio vuole realizzare un teatro «Sono da escludere demolizioni di strutture e manufatti integri, i volumi previsti vanno ripensati»

ROSETO. Il progetto di riqualificazione di Villa Clemente così com’è non va bene: l’amministrazione sarà costretta a rivederlo, in particolare nell’estensione planimetrica prevista per il teatro. A dirlo sono le relazioni della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio e di Rf (Rete ferroviaria italiana) in seguito alla conferenza dei servizi preliminare sul progetto di Villa Clemente, finanziato con 5 milioni di euro di fondi Pnrr, che prevede anche la realizzazione di un teatro e una piccola sala conferenze.
«Le previste demolizioni di manufatti e strutture ancora integre sono da escludersi», si legge nella relazione della Soprintendente, l’architetto Cristina Collettini, «la villa risulta sottoposta a tutela e bisognerà garantire il restauro di tutti gli elementi costituenti il manufatto originario ancora presenti in opera. L’ampia struttura dei nuovi volumi a progetto appare molto movimentata e frammentaria relativamente all’uso di rampe e disposizione planimetrica, e i nuovi manufatti vanno a competere con i volumi della villa oggetto di tutela». La Soprintendenza inoltre pone alcuni limiti per la struttura. «I volumi andranno ripensati per armonizzarsi con maggiore garbo garantendo maggiore compattezza compositiva», continua la relazione, «andranno conservati e mappati anche i pavimenti e tutte le eventuali testimonianze materiali costituenti la villa, non si potrà autorizzare l’apposizione di pannelli fotovoltaici in copertura. Una volta messa in sicurezza la struttura, si richiede quindi di procedere a un rilievo fotografico dell’esistente, al fine di accertarsi della consistenza e dello stato dei luoghi ad oggi inaccessibili». Nella relazione delle Ferrovie, invece, si precisa che bisogna rispettare la distanza di almeno 30 metri dalla rete ferroviaria e che, quindi, è necessario rivedere l’elaborato che prevede il teatro.
Il sindaco Mario Nugnes, comunque, aveva deciso di tenere questa conferenza dei servizi preliminare per dare un indirizzo corretto alla progettazione, visti anche i tempi stretti del Pnrr. «In sede di parere le Ferrovie hanno chiarito che non rilasceranno alcuna deroga all’interno della fascia di rispetto ferroviaria», dice Nugnes, «e anche per questo è necessario modificare il progetto che riguardava questa fascia. La Soprintendenza, poi, ha dato altre indicazioni e noi le abbiamo recepite nel documento d’indirizzo alla progettazione per conformarci fin da subito a quelli che poi saranno i pareri delle autorità competenti in fase di progetto esecutivo. Quindi, nessun diniego. Molto semplicemente», chiude Nugnes, «il progetto che dovrà essere messo a gara sarà conforme alle indicazioni degli enti».
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