Villa Clemente, i dubbi del sindaco

10 Dicembre 2020

«Valuteremo se metterla in sicurezza, poi vedremo che farci»

ROSETO. «La priorità ora è valutare se mettere in sicurezza ulteriormente Villa Clemente, e nei primi mesi del 2021 si potrà ripensare a riproporre la sua vendita, o ancora meglio intercettare qualche fondo esterno per il recupero di edifici storici». A dirlo è il sindaco Sabatino Di Girolamo dopo il crollo dei giorni scorsi in seguito al maltempo di una parte del tetto della villa storica.
All’interno è puntellata, e problemi grandi di sicurezza non ci dovrebbero essere. La struttura però è abbandonata da anni, e lì intorno abitano molti cittadini, preoccupati per un possibile rischio igienico sanitario. «Venderla è difficile», continua il sindaco, «Ci vorrebbe un imprenditore come Cingoli, ad esempio, che ha recuperato Villa Paris. Come Comune non abbiamo le risorse finanziarie per investirci. Valuteremo la possibilità di intercettare fondi europei o regionali». Per l’edificio storico ci sono state varie ipotesi per il suo recupero negli anni passati. Nel 1996, ad esempio, ci si è provato con il premio di architettura della fondazione Tetrakis, ma il progetto fu abbandonato dopo alcuni anni. Nell’aprile 2017 invece si è fatto avanti l’ex onorevole Giulio Sottanelli, portando a Roseto i vertici di Invimit, una società partecipata al 100% dal ministero dell'Economia che si occupa della riqualificazione e ottimizzazione degli utilizzi degli immobili pubblici attraverso la promozione, l'organizzazione e la gestione di fondi comuni di investimento immobiliare: c’è stato un contatto con l’attuale amministrazione, ma anche in questo caso l’idea è stata accantonata. Infine nell’agosto del 2017 due giovani architetti, Massimiliano Censi di Grottammare e Simone Patruno di Roseto, hanno proposto il sistema "Art bonus”, ma anche questo non è stato recepito.
Luca Venanzi
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