Villa comunale, a rischio 600mila euro

L’allarme di uno dei progettisti: «Con i lavori sospesi i soldi si possono perdere, serve la perizia di variante ma è bloccata»
ROSETO. «Se non riprendiamo subito i lavori c’è il rischio di perdere 600mila euro, parte del finanziamento della Regione per i lavori al piano terra e l'adeguamento sismico, e si rischia seriamente di non poter riaprire la villa comunale per la prossima estate». È la previsione di uno dei progettisti, Lorenzo Di Melchiorre, che da mesi ormai sollecita il Comune affinché approvi, in giunta comunale, la perizia di variante, per far sì che i lavori possano riprendere.
Da ben tre anni e mezzo la villa comunale è chiusa, e i lavori sono fermi da un anno e mezzo. Dal Comune nessuna dichiarazione in merito all’edificio simbolo della cultura rosetana, ma la situazione è sempre la stessa: la perizia di variante potrebbe essere già approvata dalla giunta comunale, ma manca una copertura finanziaria di circa 80mila euro. «Bisogna realizzare dei lavori», spiega Di Melchiorre, «perché si dovranno eseguire interventi nella sottofondazione che dovrebbero essere fatti con un clima caldo o mite e che nel periodo invernale non è possibile realizzare».
Si prospettano dunque ulteriori ritardi sul completamento del piano terra della villa comunale, destinato al Coc, il centro operativo comunale in caso d’emergenza. Anche se dovesse essere completato il piano terra, la villa comunale comunque non tornerebbe a totale disposizione dei cittadini: si dovranno infatti completare anche il primo e il secondo piano con circa 450mila euro e si prospettano tempi lunghissimi. La situazione del giardino della villa, poi, non è delle migliori: cordoli divelti, poca cura del verde, fontana non funzionante. Il Comune di Roseto ha speso 9mila euro per interventi di manutenzione sulle piante, per eliminare quelle secche e curare le altre presenti, ma non è sufficiente. Si decise poi di riaprire il cancello centrale, sulla statale 16, all’inizio dell’estate, per permettere ai cittadini di usufruire del giardino ma due settimane fa, a causa di alcuni episodi di inciviltà, l’assessore alla manutenzione Nicola Petrini, in accordo con il sindaco Sabatino Di Girolamo, ha stabilito di chiudere il giardino dopo le 14. «Abbiamo dovuto pendere la drastica decisione di chiudere i giardini della villa comunale, dopo le 14, perché si era arrivati a una situazione incresciosa», ha detto il sindaco nell’ultimo consiglio comunale, «con alcuni ragazzi che oltraggiavano anche la statua di Padre Pio e che bevevano e mangiavano nella chiesetta». I consiglieri d’opposizione, però, non ritengono giusto punire l’intera collettività per la bravata di alcuni incivili. Di Girolamo sta lavorando affinché si possa riaprire per l’intera giornata. «La decisione di chiuderlo dopo le 14 è solo momentanea», ha precisato il sindaco nel suo intervento nello scorso consiglio, «dovrò parlare con i carabinieri in congedo e con le guardie ambientali per vedere se c’è la possibilità di attivare la sorveglianza pomeridiana».
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