Villa comunale, c’è il collaudo Il piano terra pronto a ottobre

Ospiterà il centro per le emergenze. La giunta a caccia di altri fondi per riaprire tutto l’edificio Il sindaco Nugnes: « Il nostro obiettivo è quello di intercettare i finanziamenti previsti nel Pnrr»
ROSETO. È iniziato il collaudo dei lavori alla villa comunale e, secondo gli addetti, la riapertura del piano terra, destinato ad ospitare il centro operativo comunale, avverrà entro ottobre. Una buona notizia dopo ben 6 anni di chiusura del luogo simbolo della cultura rosetana, anche se la riapertura sarà solo parziale.
L’edificio, infatti, dovrà essere completato al primo e al secondo piano, oltre al seminterrato e, secondo il sindaco Mario Nugnes, occorre almeno 1 milione e 300mila euro. «La nostra priorità entro la fine del mandato», dice Nugnes, «è quella di completare i lavori alla villa comunale e restituire questo luogo alla cittadinanza. Le possibilità ci sono e noi continuiamo a lavorare per intercettare i fondi del Pnrr per la rigenerazione urbana 2023 e 2024. Bisogna completare il primo e secondo piano, oltre al seminterrato dove sono presenti dei meravigliosi affreschi».
I lavori di riqualificazione della villa sono iniziati nel 2016 durante gli ultimi mesi dell’amministrazione guidata dall’ex sindaco Enio Pavone, oggi consigliere di maggioranza, e secondo il cronoprogramma iniziale avrebbero dovuto essere conclusi entro il 2017. Una prima perizia di variante però, dovuta a una serie di interventi “non previsti”, determina un primo ritardo. La precedente amministrazione guidata dall’ex sindaco Sabatino Di Girolamo, oggi consigliere di opposizione, avrebbe voluto riaprire la villa entro giugno 2018, ma ecco un’altra perizia di variante. I lavori sono stati bloccati due anni e mezzo, e per questo la Dag costruzioni ha richiesto un risarcimento danni all’amministrazione per il cantiere bloccato, inizialmente di 160mila euro, ma dopo un accordo bonario, ridotto a 65mila euro: a dicembre 2020 è stato finalmente raggiunto l’accordo e nei primi mesi del 2021 è stata approvata la perizia di variante da parte della giunta Di Girolamo che ha permesso la ripresa dei lavori.
Un altro luogo importante per la città è l’Arena 4 Palme, per anni simbolo della pallacanestro rosetana e teatro di uno dei più antichi tornei di basket, il trofeo “Lido delle Rose”. Attualmente però ha le tribune interdette e Nugnes vorrebbe recuperarla. «Per l’Arena 4 Palme», aggiunge Nugnes, «potremmo intercettare altri fondi nel 2023 per la rigenerazione degli impianti sportivi. Ovviamente è necessario un progetto e a breve lanceremo un bando per un concorso di idee di recupero dell’impianto». Lo scorso anno, fu presentato un progetto per la riqualificazione, redatto dall’architetto Dante Massari dell’ex associazione “Il Punto” e messo a disposizione della precedente amministrazione, e potrebbe essere riproposto.
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