Villa comunale, c’è il collaudo: piano terra riaperto entro l’anno

Lo annuncia il sindaco Nugnes, ma manca ancora la caldaia: la sala convegni non sarà subito fruibile Al via la sistemazione dei mobili che prima dei lavori sono stati spostati a Montepagano e Mosciano
ROSETO. «Il collaudo è completo, le carte sono tutte a posto e dunque siamo pronti per riaprire il piano terra della villa comunale. Sicuramente entro fine anno, ma forse anche prima». A confermarlo è il sindaco Mario Nugnes, soddisfatto per lo storico edificio che, dopo quasi 8 anni di chiusura per lavori in corso, imprevisti vari e perizie di variante, può dunque riaprire al piano terra, l’unico pronto.
Manca però la caldaia (lo conferma anche Nugnes) e dunque la sala, ora che si andrà verso l'inverno e con le temperature rigide, non sarà da subito fruibile per eventi o convegni. Ci sono poi due finestre sulla parete nord dell’edificio con gli infissi rotti, e prima della riapertura andrebbero sostituiti. «Oltre alla caldaia, sulla quale ci stiamo muovendo per installarla in tempi brevi», continua Nugnes, «dobbiamo provvedere a riportare i mobili e gli arredi presenti in sala prima dell’inizio dei lavori». I mobili e gli arredi però, insieme a tanti libri e raccolte preziose, furono oggetto di un trasferimento ad aprile 2016, e alcuni di questi sono stati portati all’autoporto e, tutt’ora, sono abbandonati, mentre altri sono stati portati a Montepagano, e altri ancora a Mosciano. L’amministrazione dunque dovrà prima valutare lo stato di questi mobili, e poi riportarli in villa. I lavori nell’edificio, iniziati il 24 giugno 2016 durante gli ultimi sei mesi dell’amministrazione guidata dall’ex sindaco Enio Pavone, avrebbero dovuto essere conclusi entro il 2 dicembre 2017, e i locali pronti sarebbero destinati come da accordi al Coc, il centro operativo comunale per le emergenze. Una prima perizia di variante, dovuta a una serie di interventi “non previsti”, determina un primo ritardo. La precedente amministrazione avrebbe voluto riaprire la villa entro giugno 2018, ma ecco un’altra perizia di variante.
I lavori però sono stati bloccati per due anni e mezzo, e per questo la Dag costruzioni ha richiesto un risarcimento danni all’ex amministrazione per il cantiere bloccato, inizialmente di 160mila euro, ma dopo un accordo bonario, ridotto a 65mila euro. A dicembre 2020 è stato finalmente raggiunto l’accordo, e nei primi mesi del 2021 è stata approvata la perizia di variante per far ripartire i lavori. Nel giardino, già da diversi mesi fruibile, ci sono delle criticità. Alcuni vandali, infatti, hanno rotto i rubinetti dei bagni sul retro della villa, il sistema di irrigazione automatico non funziona e la fontana è sempre vuota.
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