Villa comunale, la riapertura prevista a Pasqua slitta ancora

6 Aprile 2022

Per il piano terra (dove il cantiere è concluso) devono essere perfezionate le pratiche burocratiche Per il giardino si attende l’incarico a un agronomo che dovrà verificare la stabilità delle piante

ROSETO. La villa comunale è chiusa da sei anni ormai e la sua riapertura, che sembrava imminente già mesi fa, continua a slittare per diversi motivi. Uno è che gli uffici comunali devono ancora affidare l'incarico all'agronomo che si occuperà della verifica sulla stabilità delle circa cento piante presenti nel giardino. L’altro lo spiega così il sindaco Mario Nugnes: «Per il piano terra che verrà riconsegnato alla città, in attesa di intercettare i fondi per il completamento del progetto di tutti i piani come detto anche in consiglio comunale, stiamo aspettando la conclusione delle pratiche burocratiche. E appena l'agronomo verificherà il patrimonio arboreo esistente e ci consegnerà la relazione, riapriremo anche il parco».
Nel giardino ci sono un eucalipto spezzato, un altro appoggiato sul recinto verso sud e altri alberi per i quali sarà necessaria la potatura o l’abbattimento. Il giardino comunque è curato grazie al prezioso lavoro degli operai comunali. Sicuramente lo storico edificio e il suo parco non riapriranno per Pasqua, come speravano gli amministratori comunali. A questo punto si spera che saranno fruibili per la stagione estiva, anche perché si dovrà sistemare il teatro sul retro della villa dove a luglio si dovrebbe svolgere la rassegna cinematografica “Roseto Opera Prima”.
I lavori, coperti da un finanziamento di un milione e 140mila euro della Protezione civile, hanno interessato il seminterrato, il tetto e il piano terra, che sarà destinato al Coc (il centro operativo comunale per le emergenze), ma non il primo e il secondo piano, che dovranno essere completati con un ulteriore finanziamento di circa 500mila euro. Il piano terra, nello specifico l’ala nord dove c’era la sala convegni, è pronto, ma le buone notizie non cancellano i sei anni di chiusura della struttura, simbolo della cultura rosetana, e del suo parco. Secondo il cronoprogramma iniziale i lavori, iniziati il 24 giugno 2016 durante gli ultimi sei mesi dell’amministrazione guidata da Enio Pavone, avrebbero dovuto essere conclusi entro il 2 dicembre 2017. Una perizia di variante però, dovuta a una serie di interventi “non previsti”, ha determinato un primo ritardo. L’amministrazione Di Girolamo avrebbe voluto riaprire la villa entro giugno 2018, ma ecco un’altra perizia di variante. I lavori sono stati bloccati due anni e mezzo, e per questo la Dag costruzioni ha richiesto un risarcimento danni al Comune per il cantiere bloccato, inizialmente di 160mila euro, ma dopo un accordo bonario, ridotto a 65mila euro: a dicembre 2020 è stato finalmente raggiunto l’accordo, e nei primi mesi del 2021 è stata approvata la perizia di variante per far ripartire i lavori.
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