Villa comunale, lavori fermi perché manca una perizia

È il documento tecnico che riguarda gli interventi di adeguamento antisismico Tacchetti: «Tempi brevi per una soluzione, il Comune ha bisogno di quello spazio»
ROSETO. La perizia di variante non è ancora pronta, così i lavori di messa in sicurezza della villa comunale di Roseto sono fermi. I tempi per la riapertura della storica struttura sono destinati perciò a prolungarsi sempre più. I lavori di adeguamento sismico sono iniziati un anno e mezzo fa ed originariamente si sarebbero dovuti concludere poco prima dello scorso Natale. Poi però sono state disposte nuove opere che hanno fatto slittare varie volte la scadenza. Tante piccole cose che, sommate, hanno richiesto un supplemento di fondi e hanno portato a scoprire che quelli a disposizione non erano sufficienti per completare i lavori.
Così lo scorso maggio si è svolto un vertice in Regione con la Protezione Civile, i progettisti, il dirigente comunale Paolo Bracciali ed il funzionario Giancarlo Lavalle per chiedere l’autorizzazione all’utilizzo del ribasso d’asta (circa 300 mila euro in aggiunta al 1.140.000 stanziato in partenza nel piano regionale per gli interventi di manutenzione antisismica) ma soprattutto per avere indicazioni riguardo alla nuova perizia da fare su altri lavori antisismici. Il tempo passa e questo strumento richiesto con una certa urgenza dal dirigente non è stato però ancora redatto dai progettisti. Bracciali, dirigente comunale dell'area urbanistica e ad interim anche del secondo settore tecnico, tornerà in servizio domani dopo qualche giorno di ferie. Il vicesindaco ed assessore ai lavori pubblici Simone Tacchetti assicura che assieme a lui affronterà immediatamente la situazione. «Sarà la prima opera pubblica che prenderemo in mano», dichiara Tacchetti, «bisogna andare spediti, perché il Comune ha bisogno della villla». La chiusura prolungata della struttura ha inoltre rappresentato nell’estate che si va a concludere un duro colpo per la cultura rosetana, alla luce dell’annullamento di una serie di iniziative che si svolgevano all’interno di quella che un tempo fu la residenza signorile della famiglia Ponno. Un’ulteriore spazio culturale fermo ai box, dopo la chiusura definitiva del cinema Odeon. Il problema sarà parzialmente attutito nel futuro prossimo, quando entrerà in funzione un teatro da 200 posti all’interno dell’oratorio del Centro Piamarta, gestito dai sacerdoti della parrocchia del Sacro Cuore.Nel frattempo anche la parte fruibile dei giardini della villa comunale continua a versare in condizioni miserevoli, con la manutenzione, che in alcuni tratti viene effettuata a singhiozzi, in altri non viene eseguita da tempo.
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