Villa comunale, prescrizioni per i lavori

La Soprintendenza ha vietato un intonaco armato: bisogna rimodulare la perizia di variante
ROSETO. Il parere della Soprintendenza sulla perizia di variante della villa comunale c’è, ma contiene alcune prescrizioni, e i tempi per la riconsegna si allungano ulteriormente.
A confermarlo è Lorenzo Di Melchiorre, uno dei progettisti della ristrutturazione della villa comunale, chiusa da tre anni ormai, e con i lavori fermi da un anno. «Nella perizia avevamo proposto di realizzare, vicino al vano scala, un intonaco armato, ma per la Soprintendenza non va bene perché lì ci sarebbero dei dipinti che devono essere preservati», precisa Di Melchiorre, «per cercare di accorciare i tempi, e riprendere i lavori, stiamo rimodulando la perizia eliminando l’intonaco armato».
La pratica dunque, una volta pronta con le modifiche, passerà al Genio civile, per poi essere approvata in giunta comunale. «Tutto l’iter dovrebbe concludersi al massimo entro fine giugno», aggiunge Di Melchiorre, «per cui a inizio luglio i lavori dovrebbero ricominciare». I lavori però riguarderanno, per il momento, il rifacimento del tetto e la ristrutturazione del piano terra, da adibire a sede del Coc (centro operativo comunale). A fine 2019, dunque, la Villa potrebbe essere disponibile ma solo parzialmente, perché per i lavori di rifinitura occorrono ulteriori 500mila euro, che il Comune di Roseto dovrà prevedere in bilancio: per il 2019 non c’è nulla, si spera nel 2020.
La facciata per ora resterà così, e anche gli infissi, per cui l’impresa dovrà tornare a lavorarci in un secondo momento, e si rischia seriamente di avere la villa comunale completamente a disposizione non prima di due anni. Nel frattempo il Comune sta lavorando per rimettere a disposizione almeno il giardino, ora comunque fruibile, ma che necessita di interventi per preservare piante e alberi. (l.v.)
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