Villa comunale, si tratta per far ripartire il cantiere
Il nuovo dirigente Scorrano ha fatto una proposta di transazione all’impresa che chiede un risarcimento per il fermo dei lavori: si attende una risposta
ROSETO. Trattativa in corso tra il Comune di Roseto e la ditta Dag costruzioni con l’obiettivo di riprendere al più presto i lavori alla villa comunale, fermi da due anni e mezzo. Dopo mesi difficili pare ci possa essere una svolta positiva. «Il dirigente Marco Scorrano, d’accordo con la dirigente di ragioneria», spiega il sindaco Sabatino Di Girolamo, «ha avviato una trattativa con la ditta, che ora deve dare l’ok alla proposta».
Sulle condizioni della trattativa il primo cittadino non lascia trapelare nulla, ma è chiaro che la speranza dell'amministrazione è quella di trovare un accordo in modo da approvare la perizia di variante in giunta comunale e far ripartire così i lavori. La ditta nel dicembre 2019 infatti ha richiesto al Comune un risarcimento danni per il cantiere fermo pari a 168mila euro circa, richiesta che poi si è ridotta a 110mila euro; e, almeno fino a pochi mesi fa, non si riusciva a trovare un accordo. Ora però, con l’arrivo di Scorrano che ha preso in mano la situazione, le cose pare siano cambiate. Le risorse per approvare la perizia di variante in giunta comunale, ovvero 93mila euro, ci sono ma occorre appunto la firma dell’atto di sottomissione da parte della ditta appaltatrice.
I lavori di adeguamento sismico, finanziati con un milione e 140mila euro dal dipartimento di protezione civile della Regione Abruzzo e partiti circa quattro anni e mezzo fa durante l’amministrazione guidata dall’ex sindaco Enio Pavone, in un primo momento si sarebbero dovuti concludere entro dicembre 2017, ma una prima perizia di variante, dovuta a una serie di interventi “non previsti”, determinò un primo ritardo. Gli attuali amministratori speravano di riaprire la villa entro giugno 2018, ma è arrivata un’altra perizia di variante per “imprevisti” da parte dei progettisti.
Anche se dovesse essere completato il piano terra, comunque, lo storico edificio di Roseto – simbolo della cultura cittadina – non tornerebbe a totale disposizione dei cittadini: si dovranno infatti completare anche il primo e il secondo piano, oltre al tetto e agli scantinati, con ulteriori 500mila euro, soldi che potrebbero uscire nel bilancio 2021 se l’amministrazione riuscisse a vendere qualche bene, ad esempio l’ex mattatoio. «Speriamo di avere notizie positive a breve sulla trattativa», aggiunge il sindaco, «la villa è troppo importante per la città, e con essa il suo giardino, dove ci sono alberi monumentali». Anche il giardino infatti è interdetto a causa di due grandi alberi caduti quest’estate per una tromba d’aria e non ancora rimossi. Siamo però al 17 novembre e, con l’emergenza Covid e le vacanze di Natale, il rischio che i lavori possano ripartire ad anno nuovo c’è.
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