Villa, il giallo della perizia che sta bloccando i lavori

Il Comune: «I progettisti hanno consegnato solo una bozza, non vale niente» Ed è polemica sugli imprevisti: «Erano prevedibili, vigileremo sulle spese in più»
ROSETO. Le polemiche sulla villa comunale di Roseto tra amministrazione e progettisti dei lavori di ristrutturazione non si placano. Dopo le dichiarazioni del direttore dei lavori, l’architetto Lorenzo Di Melchiorre, l’amministrazione comunale cerca di fare chiarezza sulla famosa “perizia di variante”.
I lavori, infatti, sono fermi da 4 mesi e, senza la perizia, non possono ripartire. «In merito alle dichiarazioni apparse ieri sulla stampa locale e riferite all’architetto Di Melchiorre, uno dei progettisti della villa comunale», scrive in una nota l’amministrazione comunale, «precisiamo che, circa 20 giorni fa, i progettisti, come dichiara lo stesso Di Melchiorre, hanno inviato una bozza di variante, priva di valore sotto il profilo amministrativo, e ben diversa da una perizia di variante vera e propria che l’amministrazione pretende a stretto giro dai progettisti ai quali la passata amministrazione ha affidato lavori riferiti a una struttura importante e molto simbolica per Roseto». Dalla nota dell’amministrazione, inoltre, si evince anche una critica nei confronti dei progettisti in merito ai lavori “imprevisti” che sono venuti alla luce nel mese di maggio. L’amministrazione, infatti, precisa che «i lavori non possono e non debbono essere dilatati a discrezione dei progettisti stessi, e alcuni importanti imprevisti certamente non sono tali e potevano essere inseriti nel progetto originario: basti pensare, ad esempio, alle manchevolezze del tetto, rilevabili a vista anche per un comune cittadino». Per i lavori imprevisti, ovviamente, sono stati richiesti ulteriori fondi che, come affermò il sindaco Sabatino Di Girolamo pochi giorni fa, probabilmente dovranno essere inseriti nel bilancio 2019, ma nella nota l’amministrazione comunale ci va cauta. «La richiesta di somme di centinaia e centinaia di migliaia di euro in più da avere a disposizione per completare i lavori in toto avanzate dai progettisti sarà sottoposta ad un rigorosissimo vaglio», aggiunge l’amministrazione, «avendo a cuore un unico obiettivo, evitare che la villa comunale diventi impropriamente uno strumento per drenare le risorse dai contribuenti rosetani e dilatare a dismisura i compensi dei progettisti. Resta salva la facoltà dell’amministrazione di assumere iniziative di tutela, nel caso emergano superficialità o inadempienze».
Un dato comunque è sotto gli occhi di tutti: sono quasi due anni che la villa comunale non è fruibile, e il sindaco ha comunque dato un ultimatum a progettisti e assessore ai lavori pubblici affinché la villa torni a essere a disposizione entro la prossima estate. Sempre se torna il sereno tra progettisti e amministrazione, per il bene dei cittadini.
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