Villa Mosca ora è in corsa per il nuovo ospedale

27 Novembre 2019

Il consiglio vota l’ordine del giorno di Speca per inserire il quartiere fra i siti possibili “Bruciata” la proposta di referendum di Futuro In. L’ultima parola tocca alla Asl 

TERAMO. Villa Mosca torna in corsa per il nuovo ospedale. Nel consiglio comunale di ieri è stata aggiunta l’area del Mazzini tra le possibili collocazioni della struttura sanitaria. L’indicazione, suggerita in un ordine del giorno di Massimo Speca del Pd e corretta da una proposta di Graziano Ciapanna del gruppo che fa capo a Mauro Di Dalmazio, integra la delibera approvata due anni fa sulla realizzazione del nuovo ospedale in città. In quell’atto è stata riportata come collocazione ideale Piano d’Accio insieme alle altre ipotesi in quel momento al vaglio dell’azienda sanitaria che ha sempre escluso Villa Mosca.
Quest’ultima è riemersa, dopo il fallimento del project financing Pizzarotti, sulla spinta dei comitati di quartiere e del referendum lanciato da ‘Futuro in’. Il possibile utilizzo dell’area del Mazzini è stata motivata, nel testo presentato da Speca, dagli sviluppi seguiti al consiglio comunale congiunto con L’Aquila proprio sul nuovo ospedale. Il rappresentante della maggioranza ha fatto riferimento in particolare al piano sanitario illustrato nei giorni scorsi dall’assessore regionale Nicoletta Verì che prevede a Teramo la realizzazione di un Dea di secondo livello. Sulla proposta di Speca si è innestata la modifica suggerita da Ciapanna che ha sottolineato il potere decisionale della Asl e la necessità di una nuova proposta privata per il nuovo ospedale. Sulla stessa linea Di Dalmazio ha sottolineato il rischio di perdere gli 82 milioni già stanziati dallo Stato di fronte a incertezze o irrigidimenti sulla collocazione dell’opera da cui trarrebbero vantaggio altre realtà territoriali pronte ad accogliere la struttura.
L’aggiunta di Villa Mosca ha convinto, nelle file dell’opposizione, anche Giovanni Cavallari (Bella Teramo) secondo cui l’integrazione della delibera del 2017 supera il quesito referendario. Il sindaco Gianguido D’Alberto ha fatto riferimento a una «partecipazione informata» della cittadinanza alla decisione, evidenziando che la proposta di ‘Futuro in’, sebbene basata su uno studio di fattibilità, non ha le caratteristiche di un progetto definito. Per Maurizio Salvi e Franco Fracassa, della lista civica che ha proposto il referendum, Villa Mosca deve avere la priorità di valutazione rispetto ad altre aree perché manterrebbe la centralità dell’ospedale in città, evitando il degrado dell’attuale Mazzini qualora fosse abbandonato, e ridurrebbe i costi di realizzazione dell’opera. I due rappresentanti di ‘Futuro in’ e la grillina Pina Ciammariconi, però, sono stati gli unici contrari alla proposta di Speca e Ciapanna, che è stata approvata con le astensioni di Giandonato Morra, Raimondo Micheli (Fratelli d’Italia) e Luca Corona (Oltre). La maggioranza di conseguenza ha respinto la richiesta di Salvi e Fracassa che avrebbe dato il via libera al referendum, ritenendo il quesito non più attuale con l’approvazione della nuova delibera.
Non ha superato l’esame neppure la proposta di Corona per l’installazione di sistemi di videosorveglianza in asili e case di cura contro il rischio di abusi nei confronti di bimbi e degenti. Contro questa soluzione si è schierata Ilaria De Sanctis (+Teramo), ma una correzione nel testo che rinviava l’iniziativa alla conclusione dell’iter in parlamento della legge che stanzia contributi pubblici per l’installazione delle telecamere avrebbe potuto tenerla in corsa. «L’emendamento era stato concordato con il vicesindaco Maria Cristina Marroni», fa sapere Corona, «che però è stata sconfessata dalla maggioranza al momento del voto».
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