Villa Pavone, firme contro il centro sociale

26 Agosto 2023

La raccolta è promossa da Fratelli d’Italia. Corona: «L’ex scuola deve ospitare il comitato di quartiere»

TERAMO. Una raccolta firme per dire no alla stazione di posta – questo, tecnicamente, è il nome del centro con finalità sociali in progetto – nell'ex scuola di Villa Pavone. A promuoverla è Fratelli d'Italia che torna sul progetto del Comune all'indomani dell'articolo del Centro, pubblicato ieri, nel quale l'assessora Ilaria De Sanctis ha spiegato le caratteristiche del centro che verrà realizzato con fondi del Pnrr. L'ex scuola «non sarà un dormitorio», ha chiarito, bensì una «infrastruttura sociale, con posti letto per casi di emergenza, e una serie di servizi rivolti a tutta la comunità grazie alla presenza di una equipe di assistenti sociali, psicologi ed esperti in materia di inserimento lavorativo». Un luogo con ludoteca, aula informatica, spazi aperti alle associazioni e un soccorso h 24 per chi vive situazioni di disagio sociale. L'idea non è mai piaciuta a Fratelli d'Italia, che non ne contesta l'utilità ma la localizzazione. Il progetto a settembre approderà in giunta e verrà poi condiviso, aveva spiegato De Sanctis, con i cittadini. «Questa decisione, nata e maturata escludendo qualsiasi forma di interlocuzione e partecipazione cittadina, ha un risvolto sociale e identitario poco rispettoso. Evidentemente l’amministrazione comunale non sa cosa rappresenta questo edificio per la comunità di Villa Pavone, che da anni ne attende la ristrutturazione e la riqualificazione per poter creare una struttura che possa ospitare il comitato di quartiere e divenire punto di aggregazione a servizio di tutta la cittadinanza», scrive il capogruppo di FdI in consiglio comunale Luca Corona, «sarebbe un errore gravissimo destinare la struttura a dormitorio e centro di accoglienza sottraendo ai residenti l’unico luogo in cui poter fisicamente creare occasioni di identità collettiva e attività sociali. Non critico l’idea di creare una stazione di posta per persone povere o in difficoltà, ma la destinazione scelta. Si evince, inoltre, un iter ben diverso da quello seguito per la scuola Febbo a San Nicolò. In quella occasione i residenti furono immediatamente coinvolti nel processo decisionale. Per la scuola in viale Europ, i cittadini verranno coinvolti al termine del processo decisionale, a cose fatte». Il consigliere di FdI, che ha fatto richiesta di accesso agli atti e sollecita l'amministrazione a un incontro pubblico prima dell'approvazione del progetto, fa sapere così di avere avviato una raccolta firme affinché i cittadini possano manifestare la loro contrarietà.(v.m.)