Villa Rosa, sesto assalto al self dell’Eni

I malviventi agganciano e sradicano la colonnina con una ruspa ma fuggono senza bottino per l’arrivo dei carabinieri
MARTINSICURO. Nulla resiste alla potenza di una ruspa idraulica, nemmeno la gabbia di protezione recentemente ricostruita per evitare la spaccata della colonnina self al distributore Eni di Villa Rosa di Martinsicuro, lungo la statale 16. Quello messo a segno nella notte tra mercoledì e ieri è il sesto colpo con scasso ai danni dell’area di servizio gestita direttamente dall’Eni, senza operatore sul posto. Questa volta, però, i danni sono stati limitati all’impianto perché, nel frattempo, la banda non è riuscita ad aprire la cassaforte custodita nella colonnina per l’arrivo dei carabinieri.
Il colpo è stato messo a segno intorno alle 3. La banda aveva rubato da un’azienda vicina che lavora legname una ruspa con cui si è diretta al vicino distributore ex Agip. Nel frattempo, però, la gang aveva posteggiato poco distante anche un Fiat Doblò rubato a Sant’Egidio alla Vibrata su cui avrebbe dovuto caricare la cassaforte e fuggire. Ma il piano criminale è sfumato quando sono arrivati i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Alba Adriatica in servizio di perlustrazione che erano stati allertati da un automobilista di passaggio che si era accorto del furto con scasso all’impianto carburanti.
La pattuglia si è subito diretta all’area self e poi, a lampeggianti accesi, ha perlustrato i dintorni mettendo in fuga i banditi che sono stati costretti ad abbandonare la colonnina con il denaro. Per scardinare la gabbia di protezione, i criminali hanno utilizzato una ruspa alla cui benna hanno agganciato la colonnina. Poi si sono diretti in un’area vicina senza poter finire il lavoro. I carabinieri hanno recuperato il tutto, Doblò e pala meccanica compresi. L’Ivri a cui l’Eni ha affidato il prelievo giornaliero del denaro dell’impianto s ha prelevato la cassaforte per cui non si conosce quanto contenesse. La stazione di servizio ha il sistema di videosorveglianza fuori uso per cui non esistono immagini a disposizione dei carabinieri. La banda era sicuramente composta da non meno di tre persone che hanno certamente agito incappucciati e con i guanti.
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