Villaggio Salinello, no a nuovo cemento

Tortoreto, la società spiega perché chiede di annullare il nuovo piano regolatore ed esclude progetti di ampliamento
TORTORETO. «Paradosso nel piano regolatore, ma non abbiamo intenzione di cementificare l’area del villaggio Salinello»: così Paolo Rubino, amministratore delegato della Abruzzi Socialturist che gestisce il villaggio Salinello, chiarisce le motivazioni che hanno spinto la società ad avviare il contenzioso contro il Comune di Tortoreto chiedendo al Tar l’annullamento del nuovo piano regolatore approvato il 30 dicembre scorso. Spiega Rubino: «L’area del villaggio è individuata, nel piano regolatore, come zona di camping “di nuova realizzazione”, anziché “esistenti”. Si tratta di un paradosso, anche lesivo, per una struttura presente dal 1975. Non crediamo ci sia stata una volontà negativa nei nostri confronti da parte del Comune, ma siamo davanti a un malinteso che deve essere chiarito». Dalle carte si evince che, durante la lunga fase di approvazione del nuovo Prg, Abruzzi Socialturist presentò una osservazione con cui si chiedeva la trasformazione dell’area della struttura in zona di camping e villaggi “esistenti”. Nonostante l’accoglimento preliminare della richiesta da parte dell’ufficio comunale competente, nel gennaio 2018 il consiglio comunale la bocciò all’unanimità. Per questo la società ha deciso di impugnare tutte le carte, tra cui la delibera consiliare di esame delle osservazioni e controdeduzioni, e il Comune si è costituito in giudizio per difendersi.
Ovviamente l’oggetto del contenzioso, cioè la classificazione dell’area del villaggio, non è solo questione formale. L’area “di nuova realizzazione” rispetto a quella “di camping e villaggi esistenti” prevede maggiori vincoli per chi costruisce: tra questi, ci sarebbero l’impossibilità di sopraelevare e una percentuale maggiore di terreno da cedere al municipio. Precisa però l’ad di Abruzzi socialturist: «Al momento non abbiamo intenzione di espanderci o cementificare, anzi saremmo sciocchi a farlo, perché questo andrebbe contro la nostra linea aziendale, che punta sul relax nella natura. La nostra struttura, infatti, è unica nel suo genere anche per il rapporto con la pineta e l’ambiente circostante e per le sue grandi dimensioni, che consentono ampi spazi per ciascun ospite. Da qualche anno, inoltre, abbiamo ridotto quasi della metà la capacità della struttura, così da poter garantire ai turisti più comfort e privacy. Questo ci pone in vantaggio anche nella sfida dell’emergenza Covid-19, perché siamo pronti ad affrontare le misure di distanziamento sociale».
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