Villette sulla collina, via libera dal Tar «Marozzi ha ragione»

5 Dicembre 2014

Accolto il ricorso contro il Comune che bloccò il progetto I giudici: il privato costretto a presentarlo due volte

GIULIANOVA. Il Tar dà ragione a Peppino Marozzi, l’imprenditore giulese che dal 2003 è in lotta col Comune di Giulianova per costruire nella porzione di collina (di sua proprietà) che si affaccia su piazza Dalla Chiesa. Dopo vari blocchi da parte delle amministrazioni comunali (prima della giunta Ruffini e poi della prima giunta Mastromauro) che avevano negato il permesso di costruire perché il progetto originale non rispettava le normative paesaggistiche, l’imprenditore aveva rivisitato il progetto per adattarlo alle richieste. La prima giunta Mastromauro, appena insediata, bloccò il progetto negando l’autorizzazione al passaggio in consiglio comunale perché, visto il trascorrere del tempo e la modifica del progetto, Marozzi avrebbe dovuto nuovamente presentare istanza di richiesta di costruire allegando «la proposta progettuale licenziata favorevolmente dalla soprintendenza alla quale il Comune si è conformato rilasciando autorizzazione paesaggistica».

Il Tar, lo scorso 19 novembre, ha invece sentenziato che il Comune di Giulianova «ha indebitamente e irragionevolmente aggravato il procedimento, onerando il privato alla (ri)presentazione di un atto già presentato, oltre che già parte integrante del procedimento». La controversia Marozzi-Comune di Giulianova ha inizio nel 2003 quando l’imprenditore, titolare della Giplast e della ditta Sport world slr, comprò il terreno collinare adiacente a piazza Dalla Chiesa per costruire un complesso residenziale. Nel 2003 la capacità edificatoria dell’area era di 14 metri, capacità passata poi a 6 metri di altezza con le modifiche al piano regolatore apportate dalla giunta Mastromauro. In una conferenza stampa, tenutasi lo scorso maggio prima delle elezioni e rivolta ai candidati sindaci, Marozzi aveva voluto ricordare la vicenda, mettendo al corrente i candidati anche di aver fatto richiesta al Comune (di 40 mila euro) di rimborso spese e di eventuali danni causati dalla perdita del valore del terreno in 11 anni. Marozzi, allora, disse che non avrebbe comunque sfruttato la capacità edificatoria di 14 metri di altezza perché non si considerava un «palazzinaro», ma quando la giunta Mastromauro ridimensionò la capacità edificatoria della zona con «una manovra non prevista dalla legge sul piano regolatore», come ha affermato Marozzi, decise di fare ricorso al Tar, vincedolo. «Il Comune», aveva continuato l’imprenditore, «pretendeva la cessione dell’82% del terreno, quando, nel piano regolatore, è prevista al massimo la cessione del 65%». Il progetto, comunque, è stato adattato alle norme paesaggistiche e ripresentato e prevedeva la realizzazione di cinque villette di 6 metri di altezza, un collegamento con una strada, l’investimento di 150 mila euro per la realizzazione di un parco attrezzato di 9 mila metri quadri e la cessione, al Comune, di 18 mila metri quadrati.

Margherita Totaro

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