Villino confiscato alla criminalità: l’immobile diventa del Comune

3 Ottobre 2022

Il consiglio dà l’ok all’acquisizione dell’edificio che ospiterà delle attività sociali e istituzionali È il secondo che entra nella disponibilità dell’ente, il sindaco annuncia che ce ne sarà presto un terzo 

ALBA ADRIATICA. Via libera all’acquisizione del villino di via Montello a patrimonio del Comune di Alba Adriatica.
Il consiglio comunale, all’unanimità, ha dato l’ok all’annessione della costruzione confiscata ad una famiglia rom a seguito di sentenza del tribunale e su disposizione dell’Agenzia nazionale dei beni confiscati alla criminalità. Con il via libera arrivato dal consiglio, l’ente potrà contare sulla disponibilità dell’immobile che avrà una destinazione sociale ed istituzionale.
È il secondo immobile che finisce nelle mani del Comune albense dopo quello di via del Concordato appartenente sempre a famiglia rom e un terzo è all’orizzonte. Lo ha preannunciato il sindaco, Antonietta Casciotti, nel corso del consiglio comunale di venerdì scorso quando ha esaminato la proposta di deliberazione. Ovviamente, il primo cittadino non è entrato nello specifico non avendo ancora ricevuto gli atti ufficiali però, a quanto pare, un altro immobile confiscato sempre alla criminalità sarebbe prossimo alla disponibilità della collettività albense. Tornando al consiglio comunale, invece, ci sono stati momenti di “fuoco”. Non tanto sulle interrogazioni quanto, piuttosto, sugli atti di bilancio del consiglio comunale.
L’opposizione di Città Viva capitanata dal capogruppo Giuliano De Berardinis ha contestato la tardiva messa a disposizione degli atti. «Non è più tollerabile che gli atti vengano messi a disposizione poche ore prima dell’assise», ha tuonato il consigliere Gianfranco Marconi, «non ci viene dato il tempo di analizzare i punti e quindi di intervenire per cui i punti ve li discutete e votate».
È stato a quel punto che i consiglieri De Berardinis, Marconi e Ambra Foracappa hanno deciso di abbandonare la seduta. Remo Saccomandi, capogruppo di “Voi in Comune”, invece, è rimasto al suo posto. A nulla è valsa la giustificazione addotta dal segretario comunale che ha precisato come alla base dei ritardi vi fossero motivi tecnici legati al sistema informatico e quindi, di notifica degli atti a mezzo posta certificata. La seduta è proseguita con l’approvazione del bilancio consolidato, la variazione di bilancio e il riconoscimento di un debito fuori bilancio per un risarcimento danni. Infine, è stato adottato il piano acustico che va a ricalcare quanto stabilito dalla Regione sull’argomento.
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