Vince il ricorso, nessun fermo sul furgone

Artigiano contro la Soget per un debito di 21mila euro. I giudici: «Gli hanno già ipotecato la casa»
TERAMO. Non tutto può essere monetizzato. E non sempre. Anche quando si parla di debiti con lo Stato. Molto probabilmente è da questo assunto, garantito in uno Stato di diritto, che sono partiti i giudici della commissione tributaria provinciale di Teramo nell’accogliere il ricorso presentato da un cittadino contro il preavviso di fermo amministrativo del suo furgone disposto dalla Soget, società di gestione entrate e tributi Furgone con cui l’uomo, che nella vita fa l’artigiano, lavora tutti i giorni spostandosi da una parte all’altra della provincia.
Il cittadino, tramite l’avvocato Antonio Del Vecchio, si è rivolto alla commissione tributaria dopo che la Soget gli ha inviato un fermo di preavviso del mezzo in conseguenza al mancato pagamento di varie imposte, in particolare prima l’Ici e poi l’Imu. Complessivamente 21mila euro accumulati in vari anni per cui la società ha già iscritto ipoteca sull’abitazione dell’uomo. Ma, scrivono i giudici, «la tutela del diritto dell’amministrazione finanziaria a incassare i propri crediti non può ledere l’integrità patrimoniale del contribuente, ovvero deve rispettare parametri di proporzionalità fra il credito vantato e le misure cautelari azionate per tutelarlo».
Nel provvedimento i giudici, nel ricostruire la vicenda e le posizioni delle parti, scrivono che «in relazione alla doppia azione cautelare fermo ed iscrizione ipotecaria la Soget riteneva che tale atteggiamento era dettato dal credito elevato». Ma per la commissione tributaria così non è. I giudici sono estremamente chiari quando specificano: «In relazione al preavviso di fermo lo stesso deve essere annullato poichè non appare condivisibile la tesi della Soget in base alla quale, essendo il credito elevato, la stessa era autorizzata ad utilizzare la doppia misura cautelare, iscrizione ipotecaria e fermo, poichè è dimostrato per tabulas come il credito è già ampiamente assistito da misure cautelari conservative come l’iscrizione ipotecaria». E sostengono una iscrizione ipotecaria sulla casa è misura «più che sufficiente a garantire un credito di 21mila euro». L’artigiano, dunque, si è visto annullare il preavviso di fermo sul mezzo indispensabile per muoversi per il suo lavoro. Perchè, concludono i magistrati della commissione tributaria «l’ulteriore fermo amministrativo appare lesivo dell’integrità patrimoniale del ricorrente a prescindere dall’essere il bene oggetto di fermo strumentale o meno all’attività dello stesso. Pertanto il fermo va annullato».
L’artigiano potrà continuare ad usare il suo furgone, quello con cui ogni giorno si sposta per lavorare.
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