Violenta la figlia di 14 anni e la suocera

17 Febbraio 2017

A processo un cinquantenne, è accusato anche di maltrattamenti nei confronti della moglie e del figlio maschio

ROSETO. I macigni nel tempo sono diventate macerie. Perchè prima di essere mille altre cose questa è la storia di una ragazzina di 14 anni costretta a diventare grande con un padre accusato di aver abusato di lei e della nonna, di aver maltrattato moglie e figli chiedendo ad un ragazzino di 16 anni: «Tieni ferma tua madre mentre la picchio». Al termine dell’udienza preliminare di ieri davanti al gup Domenico Canosa l’uomo, un 50enne di Roseto, ha chiesto di essere giudicato con il rito abbreviato nella prossima udienza di giugno: in caso di condanna potrà contare sulla riduzione di un terzo della pena.

LE ACCUSE. Deve rispondere di violenza sessuale nei confronti della figlia, di violenza sessuale e maltrattamenti sulla suocera di 68 anni, di maltrattamenti nei confronti della moglie e dei due figli. A giugno si terrà anche l'udienza preliminare a carico della mamma della minore per la quale il pm Laura Colica, titolare del fascicolo, ha chiesto il rinvio a giudizio per maltrattamenti psicologici nei confronti della ragazzina per averle chiesto di far tornare il padre a casa dopo l'ordinanza di allontanamento del giudice. Nella vicenda nei mesi scorsi è intervenuto anche il tribunale il tribunale dei minori dell’Aquila sospendendo la potestà genitoriale sia al padre sia alla madre e affidando la ragazzina proprio alla nonna. Perchè in un’indagine complessa e delicata, come lo sono tutte quelle che travolgono le vittime di abusi, ogni provvedimento ha un solo obiettivo: la tutela del minore. E nell’attesa che il procedimento giudiziario faccia il suo corso con un doloroso carico di interrogativi e risposte, a decidere per la ragazzina non sarà la madre ma un curatore speciale nominato proprio per garantire l’interesse del minore. La potestà genitoriale non è stata revocata dai giudici aquilani ma, appunto, sospesa in attesa che l’indagine penale faccia chiarezza .

DENUNCIA DEGLI INSEGNANTI. La vicenda, per cui il pm Colica nei mesi scorsi ha chiesto ed ottenuto dal gip la misura dell’allontanamento dell’uomo dalla casa familiare, è emersa dopo la segnalazione di alcuni insegnanti. Docenti attenti che, evidentemente, sono riusciti a percepire i segnali di disagio della ragazzina, il cambiamento di una studentessa che da estroversa diventa introversa, da sorridente imbrociata e silenziosa. E che, nonostante tutto, riesce a confidare qualcosa che non può cadere nel vuoto. La prima segnalazione partita dagli insegnanti ha fatto scattare l’indagine che ben presto è diventata un fascicolo della procura. La polizia, a cui sono state delegate le indagini, ha raccolto decine di testimonianze tra familiari e conoscenti. E proprio durante questi colloqui è emersa anche la violenza nei confronti della suocera. Dopo l’allontanamento del padre, la procura ha continuato a fare i suoi passi e ha chiesto ed ottenuto dal gip di ascoltare la minore con la formula dell’incidente probatorio in un’audizione protetta davanti al giudice nel corso della quale la ragazzina ha confermato le accuse. Un passaggio, quello dell’incidente probatorio, che la Carta di Noto – strumento che ormai da tempo individua e descrive il protocollo da seguire quando c’è una minore che si ipotizzi vittima di abusi – ritiene indispensabile visto che all’articolo 7 dice: «L’incidente probatorio è la sede privilegiata di acquisizione delle dichiarazioni del minore nel corso del procedimento». L’uomo è assistito dall’avvocato Enrico Dellacagna, la moglie dell’avvocato Alessia Tracanna. A rappresentare gli interessi della minore l’avvocato Anna Candelori, nominato curato speciale.

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