«Violentata in albergo da un arbitro»

14 Luglio 2016

Una ragazza di 16 anni accusa un giovane spagnolo. Lui si difende: «Era consenziente». È stato denunciato ed è ripartito

TERAMO. Due versioni e, per ora, nessuna certezza. Solo il racconto di una ragazzina di 16 anni che accusa un arbitro spagnolo di averla violentata e che basta ad allungare ombre inquietanti sull’ultima notte della Coppa Interamnia. L’arbitro, 24 anni, interrogato dai carabinieri ha respinto ogni accusa e ha parlato di un rapporto consenziente. E’ stato denunciato e lunedì sera è ripartito per il suo Paese: il pm di turno Luca Sciarretta non ha ritenuto ci fossero i gravi indizi per un fermo.

Secondo investigatori e inquirenti, infatti, la vicenda è ancora tutta da chiarire. L’unica cosa accertata è che i due si sono conosciuti all’inizio della competizione sportiva e successivamente frequentati fino a lunedì notte quando, secondo la versione dei carabinieri, sono entrati insieme nella stanza d’albergo teramano in cui il giovane alloggiava.

Poi quella richiesta di aiuto arrivata martedì mattina al 118. Dall’altro capo la voce di un giovane albanese che alla villa comunale si è imbattuto con la ragazzina in lacrime e con i vestiti macchiati di sangue. In ospedale i medici hanno accertato una emorragia vaginale e allertato i carabinieri. Immediatamente sono scattate le indagini dei carabinieri della compagnia di Teramo, coordinati dal maggiore Riziero Asci. Indagini portate avanti a ritmo serrate soprattutto in previsione della partenza dell’arbitro e della comitiva di spagnoli prevista per l’indomani.

I militari, dopo aver raccolto il racconto della ragazza, hanno fatto scattare subito i rilievi nelle stanze dell’hotel in cui il giovane alloggiava, hanno messo insieme le testimonianze di numerosi addetti alla Coppa e soprattutto di tutti gli ospiti nell’hotel. In molti hanno raccontato di aver visto i due insieme nei giorni della Coppa e di averli visti rientrare lunedì sera in albergo. E che siano entrati insieme in hotel lo ha confermato ai militari anche la ragazza. Ma, ha detto, doveva essere solo un saluto prima della partenza. «Invece», ha raccontato, «sono stata violentata».

Le indagini dei carabinieri non si fermano e anche ieri sono state ascoltate altre persone informate sui fatti la cui testimonianza è indispensabile per contribuire a fare chiarezza sulla vicenda. Testimonianze che, insieme ai referti ospedalieri, nei prossimi giorni faranno parte del voluminoso rapporto che approderà in procura. Fino a ieri sera i familiari della ragazza, che vive sulla costa, non avevano ancora presentato nessuna denuncia.(d.p.)

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