Violenza al pronto soccorso: distrugge gli arredi e aggredisce i carabinieri, arrestato

Giulianova. Un uomo, di nazionalità non italiana, con problemi psichiatrici ha devastato la stanza adibita alle consulenze psichiatriche prima di essere bloccato. Lievemente ferito un militare
GIULIANOVA. E' stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali e danneggiamento l'uomo che oggi, in evidente stato di alterazione, ha devastato, distruggendo gli arredi, il pronto soccorso dell'ospedale di Giulianova, in provincia di Teramo. L'uomo, non italiano, era stato accompagnato dai sanitari del 118 perché si era ferito infrangendo una vetrata. Appena arrivato nella struttura sanitaria ha dato in escandescenze e ha aggredito i carabinieri che erano con lui, i quali si sono visti costretti a utilizzare lo spray al peperoncino in dotazione, senza ottenere, però, alcun effetto. A quel punto hanno dovuto far ricorso al taser per immobilizzarlo. Nella circostanza, uno dei militari ha riportato lesioni, giudicate guaribili in pochi giorni. L'uomo è ora in cella di sicurezza in attesa di comparire domani davanti al giudice, al Tribunale di Teramo, per l'udienza di convalida.
Intanto, sono intervenuti i sindacati. NurSind parla di "situazione insostenibile e fuori controllo", ricordando come, solo nelle ultime settimane, vi siano stati episodi analoghi, in particolare nelle sedi di Giulianova e Sant'Omero, "senza contare le aggressioni verbali, ormai una drammatica routine quotidiana". Il sindacato chiede potenziamento degli organici, rafforzamento dei presidi di sicurezza e campagne di sensibilizzazione rivolte ai cittadini sul funzionamento del triage: "La violenza non può essere considerata parte del lavoro."
Sulla stessa linea Ugl Salute Abruzzo. "Solo pochi giorni fa avevamo lanciato appelli chiari: servono tutele reali, strumenti concreti, interventi immediati. Non parole, non promesse. Fatti" dichiara il segretario Matteucci, che sottolinea come, nonostante lo shock, il personale abbia continuato a lavorare con "senso del dovere e straordinaria professionalità". Ma aggiunge: "La solidarietà non basta più". La richiesta è di misure urgenti: protocolli efficaci, supporto strutturato per la gestione dei pazienti con fragilità psichiatriche e un segnale istituzionale netto.

