Violenza sessuale, arrestato Ciarrocchi

24 Marzo 2021

Il noto ginecologo e politico ai domiciliari dopo la denuncia di una ragazza che lo accusa di abusi durante una visita medica

TERAMO. L’accusa di violenza sessuale su una ragazza prende forma nelle oltre cinquanta pagine dell’ordinanza di custodia cautelare: da lunedì sera il ginecologo teramano, medico ospedaliero e assessore al Comune di Montorio Francesco Ciarrocchi è agli arresti domiciliari. Il provvedimento è del gip Roberto Veneziano che ha accolto la richiesta presentata dal pm Francesca Zani al termine di una inchiesta complessa svolta per circa sei mesi nel massimo del riserbo. Come avviene sempre con tutte quelle che affrontano questo genere di reati.
LA DENUNCIA. Ad accusare il ginecologo è una ragazza che con lui ha avuto un rapporto professionale. Nel settembre dello scorso anno la donna (assistita dall’avvocato Monica Passamonti) ha presentato una denuncia contro il medico per degli abusi sessuali che sarebbero avvenuti nel corso di una visita ginecologica svolta nell’ambulatorio privato di Ciarrocchi a Teramo. Abusi che la giovane ha subito confidato al fidanzato e ai suoi familiari prendendo con loro la decisione di denunciare. Una querela dettagliata nel corso della quale la giovane ha raccontato anche come il professionista, nel momento degli abusi, le avesse proposto di vedere un film porno sul telefono cellulare. Nell’esposto, inoltre, la ragazza ha raccontato come il medico le avesse detto di non parlare con nessuno di quanto avvenuto durante la visita medica. Dopo la denuncia sono partite le indagini delegate alla squadra mobile diretta da Roberta Cicchetti. I poliziotti, sempre su delega della Procura, hanno sentito numerose persone informate sui fatti e messo insieme elementi che poi sono diventati un fascicolo giudiziario aperto per violenza sessuale con il pm che ha chiesto ed ottenuto gli arresti domiciliari.
LA DIFESA. Il ginecologo lunedì comparirà davanti al gip per l’interrogatorio di garanzia. È difeso dall’avvocato Tommaso Navarra che dice: «Il mio assistito non ha che potuto prendere dolorosamente atto del procedimento e dell’applicazione della misura cautelare. Esprime massima fiducia nella magistratura che saprà ricostruire i reali accadimenti e intende fornire limpido chiarimento a tal fine. Consapevole del ruolo istituzionale rivestito nel Comune di appartenenza ha già inteso rassegnare le dimissioni da assessore anche se la vicenda appare del tutti estranea all’azione amministrativa».
IL CENTRO DI FECONDAZIONE. Ciarrocchi è un ginecologo molto conosciuto. Nel 2012 venne coinvolto, e poi assolto al termine del processo, nel caso del centro di fecondazione assistita della Asl che, secondo l’accusa della Procura, sarebbe stato aperto all’interno dell’ospedale Mazzini senza le necessarie autorizzazioni. Un’accusa che lo aveva visto finire a processo con altri tre tra cui l’allora manager Giustino Varrassi. Tutti erano finiti a giudizio per violazioni del testo unico delle leggi sanitarie e della legge regionale 32 del 2007 che disciplinano l’apertura delle strutture sanitarie. Per l’accusa (sostenuta all’epoca dai pm Davide Rosati e Irene Scordamaglia) l’allora centro per la procreazione assistita della Asl di Teramo (che venne sequestrato) sarebbe stato attivato senza che la struttura fosse in possesso delle relative autorizzazioni operando in maniera illegittima per otto mesi. Accuse cadute nel corso del dibattimento al termine del quale tutti sono stati assolti dal giudice onorario di tribunale Enrico Pompei con la formula del fatto non previsto dalla legge come reato. Contestualmente al procedimento penale ci furono anche delle sanzioni amministrative a carico di Ciarrocchi e altri. Sanzioni che, anche sulla scorta dell’assoluzione nel procedimento penale, il giudice civile ha annullato.
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