Violenza sessuale in stazione, condannati

Tre anni e quattro mesi al calciatore del Padova Liguori e a un suo amico accusati di aver abusato di due ragazzine
ALBA ADRIATICA. È una condanna a 3 anni e 4 mesi per ciascuno dei due imputati a chiudere il processo di primo grado per il caso della presunta violenza sessuale nel tunnel della stazione ferroviaria di Alba Adriatica.
A sei anni dai fatti e dopo una lunga istruttoria dibattimentale passata da un giudice all’altro, ieri pomeriggio è arrivata la sentenza di condanna per Michael Liguori, 25enne di Alba, attualmente calciatore del Padova che milita in serie C, e Andrea Perozzi, anch’egli 25enne residente ad Alba Adriatica.
I due sono accusati di aver abusato sessualmente di due ragazzine, che all’epoca dei fatti avevano 14 anni e mezzo e 16, al termine di una serata trascorsa insieme. La sentenza di primo grado è stata emessa dal collegio presieduto dal giudice Francesco Ferretti (a latere i giudici Marco D’Antoni e Martina Pollera). La Pubblica accusa è stata rappresentata dal pm Silvia Scamurra, titolare del fascicolo, che nella sua requisitoria ha chiesto 3 anni e 4 mesi per ciascuno con il riconoscimento delle attenuanti generiche. Le ragazzine si sono costituite parti civili rappresentate dagli avvocati Franco Patella e Simona Fiorenza. I due imputati sono assistiti dall’avvocato Mauro Gionni che dopo la sentenza ha così commentato: «Aspetteremo le motivazioni della sentenza, ma ci sembrano così incondivisibili che certamente faremo appello perché sinceramente non vediamo come si possa fare una condanna di questo genere». I due, che nell’udienza di ieri si sono sottoposti in aula all’esame da imputato, hanno ribadito, così come già fatto nel corso di tutto il procedimento giudiziario, che sono stati dei rapporti consenzienti e che non c’è stata nessuna violenza. Liguori è cresciuto calcisticamente nel Pescara calcio: prima di approdare a Padova ha giocato con il San Nicolò e con il Notaresco.
I fatti contestati risalgono al 2018 quando secondo l’accusa uno dei due, dopo aver preso appuntamento con una delle due ragazze ed averle chiesto di portare anche un’amica da presentare all’altro, l’avrebbe portata nel sottopasso della stazione costringendola a un rapporto completo. La stessa cosa, sempre secondo l’accusa, avrebbe fatto l’altro in un’altra zona isolata, sempre in prossimità della stazione ferroviaria, zona nella quale le due coppie si erano appostate dopo essersi incontrate in seguito all’appuntamento. A denunciare la presunta violenza erano state le stesse ragazzine rivolgendosi ai carabinieri e la Procura, al termine delle indagini, aveva chiesto e ottenuto il processo per i due. Le motivazioni della sentenza sono attese tra novanta giorni.(d.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

