Violenza sessuale, infermiere a processo

La procura gli contesta di aver narcotizzato con la morfina e stuprato una ragazza ospitata in casa. Lui nega le accuse
GIULIANOVA. Sarà un processo ad accertare la verità giudiziaria sul caso che vede un uomo di 48 anni di Giulianova, all’epoca dei fatti infermiere in ospedale, accusato di aver narcotizzato e violentato una ragazza di 25 anni (non scriviamo le generalità per tutelare la privacy della parte lesa visto che i due sono legati da un rapporto di conoscenza). Il gup Giovanni de Rensis ha accolto la richiesta della procura e ha mandato l’uomo a processo fissando per il 7 gennaio la prima udienza del dibattimento.
I fatti contestati risalgono al dicembre del 2013. Il pm Bruno Auriemma ipotizza la violenza sessuale aggravata «dall’uso di sostanze narcotiche o stupefacenti o di altri strumenti o gravemente lesivi della salute della persona offesa (articolo 609-ter del codice penale)». Secondo l’accusa, infatti, l’uomo avrebbe narcotizzato la donna con della morfina e successivamente, approfittando delle condizioni di incoscienza della ragazza, avrebbe abusato di lei. Accusa che l’uomo ha sempre respinto e che ora dovrà essere provata nel corso del dibattimento.
L’indagine è scattata dopo la denuncia presentata dalla ragazza. Sempre secondo la ricostruzione dell’accusa l'uomo, dopo aver incontrato in ospedale la giovane donna già conosciuta in precedenza e arrivata al Maria Santissima dello Splendore per far visita ad un’amica, si sarebbe offerto di ospitarla per qualche giorno a casa sua. E proprio durante la permanenza della giovane nella sua abitazione, sempre secondo la procura, dopo averle fatto assumere della morfina l'avrebbe violentata approfittando del suo stato di incoscienza.
Secondo quanto ricostruito all'epoca dai carabinieri la ragazza si sarebbe accorta dell'accaduto al risveglio e poco tempo avrebbe denunciato l'uomo. Immediatamente sono scattate le indagini e, proprio la celerità degli accertamenti, avrebbe consentito di fare degli accertamenti clinici nell’immediatezza dei fatti, accertamenti clinici considerati di fondamentale importanza per l’accusa.
Gli accertamenti clinici, infatti, hanno accertato sia la violenza sessuale e sia la presenza di sostanze narcotiche (in questo caso morfina) nel sangue della vittima. La ragazza, che si è costituita parte civile, nella sua denuncia ha descritto i fatti, raccontando l’incontro con l’uomo, già conosciuto in precedenza, la sua disponibilità ad ospitarla a casa e la sua decisione di accettare visto che non si trattava di uno sconosciuto ma di una persona che aveva già incontrato. Ma proprio durante la sua permanenza nell’abitazione dell’infermiere quest’ultimo l’ avrebbe narcotizzato usando della morfina (forse sottratta dall’interno dell’ospedale) e approfittando di lei. L’uomo, che ha sempre respinto ogni accusa sostenendo di non aver nè narcotizzato nè violentato la donna, il 7 gennaio comparirà davanti al tribunale.(d.p.)
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