Violenza sessuale sulla moglie Sotto accusa un uomo di Atri

19 Ottobre 2017

La Procura ha chiesto il rinvio a giudizio anche per maltrattamenti in famiglia, minacce e lesioni La donna sarebbe stata picchiata e insultata in più di un’occasione fin dall’inizio del matrimonio

ATRI. Botte, insulti, minacce e anche una violenza sessuale. Un rapporto matrimoniale d’inferno quella che avrebbe vissuto una donna di Atri, vessata continuamente dal marito, maltrattata e calpestata nella sua dignità di donna e di moglie. Sull’uomo gravano adesso le pesanti accuse di maltrattamenti in famiglia, lesioni personali, minaccia grave e violenza sessuale. Accuse per le quali la Procura della repubblica– titolare del fascicolo d’inchiesta è il sostituto procuratore Enrica Medori – ha chiesto il rinvio a giudizio di un sessantenne di Atri, che comparirà la settimana prossima davanti al giudice per l’udienza preliminare.
Gli episodi per i quali è accusato il marito sarebbero avvenuti dall’agosto al novembre 2015, ma secondo gli inquirenti il clima di violenza si sarebbe instaurato molto prima, «sin dall’inizio della loro convivenza», tanto che l’imputazione dei maltrattamenti in famiglia vene addebitata all’uomo per un periodo indefinito, visto che avrebbe manifestato il comportamento violento «con abitualità, sin dall’inizio del matrimonio». L’atto di accusa parla di aggressioni fisiche con schiaffi, calci e servendosi di oggetti, ma anche di aggressioni psicologiche e morali, fatte di continui insulti. «Atti lesivi», si legge ancora nel capo di imputazione, «dell’integrità fisica ed offensivi per la dignità della persona, tali da rendere abitualmente dolorosa la convivenza familiare».
Per quanto riguarda i casi particolari imputati al sessantenne atriano, la Procura fa riferimento a percosse con pugni al mento i e al naso, tanto da procurare alla donna la frattura del setto nasale. Prima ancora l’avrebbe colpita lanciandole un pezzo di legno e anche in questo caso, come nei predenti, procurandole lesioni di una certa importanza.
La minaccia grave sarebbe avvenuta nel mese di novembre, quando l’uomo, presumibilmente nel corso di una lite, avrebbe puntato un coltello da cucina alla gola della moglie, minacciandola di ucciderla.
Risalirebbe a qualche mese prima, invece, l’episodio più grave, quello che è costato all’umo anche l’accusa di violenza sessuale. Il sessantenne avrebbe afferrato la moglie mentre questa si stava facendo la doccia e l’avrebbe trascinata violentemente sul letto e costretta contro la sua volontà a subire pratiche sessuali con l’utilizzo di oggetti, una violenza conclusa solo per la reazione della donna, che urlando e divincolandosi aveva indotto il marito a desistere.
Una violenza che, sempre secondo le accuse, sarebbe stata consumata con l’aggravante dello stato di soggezione psicologica in cui il sessantenne teneva la moglie attraverso le continue vessazioni fisiche e morali alle quali la sottoponeva. (e.a.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.